Tomb Raider: le trilogie

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Nillc
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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Nillc » 10 settembre 2018, 11:12

Una cosa su cui sto riflettendo da un po' di tempo è l'incidenza del "fattore trilogia" nella serie TR.
Shadow of the TR sarà il dodicesimo capitolo della serie (ovviamente considerando solo i capitoli ufficiali), nonché il terzo e ultimo della trilogia reboot "delle origini"; questo ci porta a suddividere tutta la serie in quattro trilogie, alcune pianificate in anticipo, altre venutesi a creare quasi casualmente; ciascuna di esse ha dei caratteri comuni con tutte le altre e punti fortemente divergenti. A qualche giorno dal rilascio di SOTR penso sia arrivato il momento di condividere con voi queste mie impressioni su ciascuna trilogia, che magari ci potrebbero portare a fare considerazioni sugli sviluppi futuri della serie :)

- TRILOGIA "CLASSICA" (TR1/TR2/TR3)

Questa è la prima trilogia, che comprende ovviamente i tre capitoli "classici" della serie; in essi si è delineato il personaggio di Lara, il suo modus operandi, i caratteri della serie che, con opportune (o inopportune :D) modifiche si sono poi perpetuati fino ai giorni nostri.
Si tratta di "mostri sacri" della storia dei videogames dei quali è difficile parlare con occhio critico, sia per l'affetto che ci lega a essi sia per il semplice fatto che è impossibile criticare con i criteri attuali giochi di ventidue anni fa; ai fini della nostra trattazione, penso sia opportuno soffermarsi esclusivamente sullo sviluppo di Lara e del gameplay.
La Lara che ci viene presentata è un'eroina "anni '90", indomita e algida, priva di qualsiasi eccesso emotivo, la quale persegue il suo scopo di razziare tombe: se poi una bionda millenaria, un mafioso italiano col vezzo dell'esoterismo o uno scienziato pazzo si mettono in mezzo, si tratta essenzialmente di problemucci da togliere di mezzo in fretta.
Ovviamente sono ironico, però penso sia opportuno notare che oggi un personaggio del genere risulterebbe anacronistico: tutti gli eroi/supereroi classici sono andati incontro, nel corso degli anni, a un processo di attualizzazione che segue lo sviluppo degli ideali richiesti dal pubblico. Lara non ne è stata esente, e lo si vede già nei capitoli successivi. Inoltre si tratta dell'unica trilogia composta da capitoli autoconclusivi e non collegati tra loro in nessuna maniera, a livello di trama.
Dal punto di vista del gameplay, in questa trilogia sono stati definiti i capisaldi della serie: esplorazione, azione, platforming e risoluzione di enigmi. Tutte cose che, in un modo o nell'altro, sono stati poi ripresi nei capitoli successivi.
Vorrei comunque far notare, ma senza cattiveria, che il trovarsi bloccati era dovuto non solo al design dei livelli, visti come un vero e proprio labirinto con punti ciechi e percorsi a vuoto fatti esclusivamente per confondere il giocatore, ma anche alle necessità che la tecnologia dell'epoca imponeva.
Importantissimo, poi, è notare che questa è l'unica delle quattro trilogie ad essere nata e vissuta su un'unica generazione di console, la prima.

- TRILOGIA "INVOLONTARIA" (TLR/TRC/AOD)

Ho chiamato questa trilogia "involontaria" perché è l'unica che non sia stata pianificata a monte: TR4 e TR5 dovevano essere dei capitoli standalone, mentre una vera e propria trilogia avrebbe avuto inizio a partire da AoD, cosa che, come sappiamo, non è poi avvenuta. Tuttavia, ritengo che nonostante questo (e soprattutto nonostante il gap tra due generazioni di console), i tre capitoli che la compongono siano connessi tanto a livello di trama quanto di gameplay.
In teoria questi capitoli sarebbero autoconclusivi e indipendenti; tuttavia sono collegati tra loro dalla macrotrama "di Von Croy". La Lara che ci viene presentata è un primissimo tentativo di mediare tra il mantenimento dei caratteri classici e il loro aggiornamento, dovuto massimamente all'uscita dei due film che resero Lara un personaggio emotivamente a tutto tondo, in grado di provare emozioni diverse dalla semplice sicurezza di se stessa. Il risultato finale è una Lara emotivamente carica, ma incapace di esprimere queste emozioni a parte, forse, qualche accenno nelle cutscene di AoD.
A livello di gameplay, a parte le varie innovazioni, non viene aggiunto granché, il che tuttavia non è necessariamente da interpretare con negatività: per quanto si possa criticare AoD, esso è davvero l'ultimo capitolo a presentarci le azioni classiche di Lara e il suo modo di interagire col mondo attorno a lei che avevamo imparato a conoscere e amare fin dal primo capitolo.

- TRILOGIA "CRYSTAL" (Legend/Anniversary/Underworld)

In termini attuali questo si chiamerebbe "soft reboot", una ripartenza che modifica la serie a livello tecnico, ma che mantiene i suoi caratteri essenziali. Per quanto mi riguarda, non sono del tutto sicuro di quanto e come questa trilogia sia stata pianificata in partenza nella sua interezza; di sicuro questa è tra le quattro quella in cui la macrotrama ha l'incidenza maggiore. Nessuno dei tre capitoli che la compongono può essere realmente considerato indipendente dagli altri due. Il che, a mio parere, è un po' controproducente, perché a fine capitolo si rimane con una sensazione di incompiutezza che nemmeno giocare a tutti e tre i capitoli risana: a mio parere, la macrotrama è stata portata avanti in maniera piuttosto sgangherata. Ma tant'è.
La Lara di questa trilogia è forse quella più interessante a livello emotivo: è un personaggio in grado di mostrare una vasta gamma di emozioni, dal sarcasmo all'ironia, dalla rabbia al dolore; è di certo quella che meglio rappresenta la mediazione tra la Lara classica e quella degli anni 2000.
Il gameplay è, a mio parere, il punto debole di questa trilogia: nello sforzo di mantenere tutti i suoi caratteri classici, è stata compiuta un'operazione di semplificazione degli stessi, che ha avuto il paradossale effetto di snaturarli completamente. L'azione è fin troppo veloce e acrobatica, ma le animazioni sono surreali e macchiettistiche: sembra di giocare più con Spiderman che con Lara Croft. Anche gli enigmi sono stati eccessivamente semplificati, perfino quelli di Anniversary che in teoria dovrebbero riprendere TR1.

- TRILOGIA "SQUARE ENIX" (TR13/Rise/Shadow)

Questa trilogia è ancora da concludere, ma da quello che ci hanno detto e ripetuto è abbastanza chiaro che Shadow sarà davvero l'ultimo capitolo con i caratteri dettati da TR13. Sul reboot si è detto tutto e il suo contrario, ma a mio parere l'operazione è stata efficacissima: per quanto alcuni elementi non mi siano andati giù, preferisco di gran lunga questo approccio a quello dettato dalla trilogia Crystal.
Gli episodi sono sì collegati tra loro dalla macrotrama della Trinità, ma ciascun episodio ha il suo setting, la sua identità e soprattutto una trama a sè stante, tale che una volta completati rimaniamo sì con la voglia di scoprire di più, ma anche con la soddisfazione di aver portato a termine una bella storia.
La Lara che ci viene presentata è "in divenire": se quella di TR13 è sembrata ai più lamentosa e del tutto lontana da quella a cui eravamo abituati, quella di Rise era già più dura e coerente tanto con quella del suo predecessore quanto con la classica; cosa che peraltro ha avuto il suo riflesso nel gameplay, che pur mantenendo i caratteri fondanti della serie, è riuscito a farli evolvere in una direzione più consona ai tempi attuali. Al tempo stesso, esso ha avuto un'evoluzione interna già visibile tra i primi due capitoli: in Rise era ben più profondo e ponderato, e mi aspetto che lo sia ulteriormente in Shadow. Anche il suo progressivo riavvicinarsi al gameplay classico mi lascia ben sperare che, facendo un giro largo e in direzione contraria, il risultato sarà un Tomb Raider moderno, aggiornato ma coerente con gli stilemi classici.

Per il futuro, io mi aspetto che questa linea evolutiva venga mantenuta; tuttavia mi piacerebbe se il concetto di trilogia venisse completamente scardinato in favore di episodi autoconclusivi alla Assassin's Creed, magari anche collegati da una macrotrama, ma maggiormente indipendenti gli uni dagli altri.

E voi che ne pensate? :)




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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Press_Release » 15 settembre 2018, 14:43

Moooolto interessante. Mi era sfuggito questo topic.
Beh, col senno di poi la trilogia originale è un po' come quella di Alone in the Dark. Tre capitoli slegati con uno stesso protagonista, quasi episodi di una serie TV, quelli che sono rimasti nel cuore di molti proprio per aver creato Lara Croft e averla consolidata nel panorama videludico (e non solo) come mai è successo. Ci hanno permesso di conoscerla e di amarla, per quanto condivida il fatto che era una figlia del suo tempo. Condivido pienamente anche il discorso sul perché capitasse di bloccarsi.
La seconda, che io di solito chiamo "La morte e resurrezione di Lara Croft" rappresenta toni molto più cupi (indipendentemente dal fatto che fosse involontaria The Last Revelation, Chronicles e più di tutti AoD sono molto più dark dei predecessori). Che ricordi accidenti...al tempo erano pochi gli avvenimenti che rimanevano impressi nella storia dei videogame. La distruzione di Raccoon City e sicuramente la morte di Lara Croft. Al tempo io e miei amici ci domandavamo se fosse davvero morta, cosa sarebbe successo. Chronicles a detta di molti non è il capitolo più riuscito, ma io lo amo alla follia. Ho un legame sentimentale con quel gioco, fosse solo per la scena finale in cui "l'hanno trovata".
E poi AoD.
Odio e amo quel gioco, per motivi che ho già spiegato altrove. Ma penso sia oggettivo dire che è la continuazione perfetta della storia di Lara. La direzione presa era intelligente, accattivante. Per quanto lo odiassi al tempo perché non rispondeva alla domanda "come Lara si è salvata in Egitto?" non posso fare a meno di diventare molto nostalgico quando ci penso. Pur non negando i suoi difetti, sia chiaro.
Si noti che le prime due trilogie sono scandite da due diversi compositori (McCree e Connelly), le cui colonne sonore incarnano alla perfezione l'atmosfera resa dai rispettivi titoli.
La trilogia di Crystal è piuttosto particolare. La definirei più una retcon che un reboot, Legend ad oggi viene ricordato positivamente da parecchi che io sappia. A me piace la Lara che ci è stata presentata, ma l'eccessiva linearità, il gameplay di Prince of Persia, i cambiamenti della storia ed il fatto che sia così slegato a tutto ciò che avevo amato mi fanno storcere un po' il naso. Il remake, pur piacendomi, avrei preferito vederlo nelle mani di Core, anche perché quello che doveva essere Underworld (un effettivo seguito di Legend) per me è stato "contaminato" da quanto narrato in Anniversary, quando la trama con Eddington, l'Occhio di Odino eccetera mi suonava molto più interessante. Come ha detto proprio Nillc in un altro topic Underwolrd avrebbe potuto essere un capitolo ben più memorabile di quello che è stato...un vero peccato.
Ed infine arriviamo alla trilogia reboot. Fin dall'inizio non mi ha particolarmente infastidito il cambio di protagonista, non ho avuto alcuna difficoltà a considerarla un personaggio diverso ma omonimo, complici anche gli ottimi spin-off della Lara Classica. Il primo titolo ha un background narrativo che mi piace da matti: l'isola misteriosa, i sopravvissuti come antagonisti, gli Oni (non la tipica setta con manie di grandezza ma solo sopravvissuti che vogliono tornare a casa...con ogni mezzo possibile). Poteva essere fatto meglio? Sì, direi proprio di sì. Mi piace? Sì, tutto sommato lo rigioco volentieri. Rise poi mi piace anche di più, ha un'atmosfera, un qualcosa di misterioso che non riesco a spiegare. Non so perché ma non mi disturbano i problemi che spesso vengono sottolineati circa la nuova protagonista. Anche senza paragonarla alla Classica la trovo molto carente sul piano del carisma ed eccessivamente Mary Sue. Eppure non ne sono così indispettito, non saprei dire perché. Per quanto riguarda Shadow e sul futuro della serie è presto per pronunciarsi, ma mi piacerebbe sì se si abbandonasse il concetto "trilogia-a-tutti-i-costi" e si tornasse ai capitoli slegati. Anche se mi viene da pensare che sia un tipo di narrativa che verrà sempre relegata agli spin-off.
Non sono uno di quelli che pretende di avere il patentino di esperto quando parla della saga, gente che ti assicura che è nella posizione per farlo perché ha giocato a tutti i giochi, ha le magliette, ha letto i fumetti, ha letto i romanzi, ascoltato la colonna sonora e visto anche i catoni animati, perché sono della convinzione che non ci sia necessariamente una definizione a cosa è "Tomb Raideresco" per ognuno di noi. Per alcuni sono i classici, per altri lo è AoD, per altri anche Legend, per alcuni ancora il reboot e compagnia cantando. Io ho la mia definizione e, per quanto la serie si sia barcamenata tra alti e bassi, comprese situazioni davvero uniche nella storia dei videogame, per ora è stata sempre più o meno rispettata.






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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Danielecroft2001 » 16 settembre 2018, 01:48

La trilogia di Legend è quella che mi è rimasta più impressa, a mio parere. Forse perchè avrò iniziato subito con Legend dopo aver provato The Angel of Darkness (che è stato il mio primo TR e l'ho amato!).
Press_Release ha scritto:
15 settembre 2018, 14:43
Il remake, pur piacendomi, avrei preferito vederlo nelle mani di Core.
A mio parere invece, se l'avesse fatto Core, sarebbe uscito un gioco troppo diverso. E' possibile vedere una Beta della Anniversary Edition creata da Core per PSP e si nota che questi sono rimasti molto ancorati al passato sul lato animazioni e gameplay (e a mio parere molto obsolete per quegli anni). Nello spazio spoiler linko il video.
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C'è da dire anche che il fandom di Tomb Raider ha avuto diversi cambiamenti durante le creazioni di questi reboot e trilogie... La prima spaccatura la si ha avuta con Legend: gente che lo odiava, gente che diceva che sarebbe venuto meglio con Core, gente che chiedeva di ridare il gioco a Core e poi c'è gente che è riuscita da un lato ad accettare i cambiamenti. La Lara della Core e quella della CD (il primo reboot) a mio parere, non hanno differenze di carattere anzi: io pensavo fossero la stessa persona e condividessero la stessa storia prima di capire che a livello di biografia sono diverse.
Anche se non sono d'accordo con molti fan sulla scelta di restare alla Lara della Core, altre volte sono d'accordo con alcune loro opinioni, come il considerare il reboot della Square Enix troppo distaccato da quello che era Tomb Raider.






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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Nillc » 16 settembre 2018, 08:29

I vostri post mi hanno fatto riflettere su diverse cose.
La saga di TR è una delle poche nella storia dei videogame ad aver superato più o meno indenne i 22 anni d'età; ciò significa che, se al suo debutto alcuni di noi già c'erano e sono rimasti per tutta la sua durata, molti altri non erano ancora nati :D e magari sono arrivati a saga già avanzata, magari a partire da TR4, da AoD, da Legend o addirittura TR13.
Il fatto che il franchise sia stato in grado di mantenere uno zoccolo duro di fan e al tempo stesso di raccoglierne altri lungo la strada è emblematico: significa che in qualche modo il suo fascino è rimasto nel corso di questi 22 anni, magari trasformandosi o mutando, ma di base c'è sempre stato.

Inoltre, mi sono reso conto che ogni trilogia (se non ogni titolo della serie) è figlio del suo tempo: come giustamente diceva Press, Legend aveva un gameplay à la PoP perché all'epoca gli standard erano quelli, così come adesso sono dettati dai vari Uncharted e compagnia bella. Forse gli unici TR davvero originali sono stati i primi, diversi da qualsiasi altra cosa fosse presente allora: tuttavia è bene ricordare che il mercato d'allora era diverso, così come le tecnologie e i mezzi di comunicazione. Uno studio di dieci persone era sufficiente a creare un titolo che, grazie alle buone recensioni sulle riviste specializzate e al passaparola tra amici, poteva arrivare a vendere milioni di copie. Un po' rimpiango quel mondo senza internet :D ma i tempi cambiano, la nostalgia rimane nostalgia e comprendo perfettamente che ci si debba adeguare.
Come ho scritto altrove, quest'estate ho riesulmato la mia vecchia PSP e ho rigiocato a Anniversary e Legend: mi sono trovato a riflettere sul fatto che si tratti ancor oggi di giochi godibili e divertenti, ma che se venisse rilasciato un gioco del genere non farebbe i numeri che, fortunatamente, continua a fare la serie TR.
Sarebbe come rilasciare un PacMan con grafica rinnovata: passata la prima oretta di entusiasmo, ci troveremmo a giocare un gioco troppo semplice per gli standard attuali... standard che io per primo critico in molti punti, ma che al tempo stesso ritengo necessari perché l'industria videoludica continui a sopravvivere.
E ancora, ritengo TR l'unica serie che riesca a mediare efficacemente tra vecchi e nuovi fan.

Veniamo a Shadow, che quando ho aperto il topic non era ancora uscito :D
Come ho detto qualche paragrafo fa, mi rendo conto che i giochi d'azione ormai siano "story driven" e che a meno che non mi sbagli di grosso quella sarà la tendenza per il futuro; tuttavia trovo anche che a TR questo approccio stia un po' stretto.
Tralasciando TR13 che è un unicum della trilogia nel bene e nel male, Rise e ancora di più Shadow hanno in parte mantenuto e in parte tralasciato questo approccio, e infatti le loro parti migliori sono quelle in cui il giocatore prova un senso di spaesamento tipico dei primi titoli della serie: la gioia di perdersi ed esplorare il mondo, di sentirsi soli con se stessi, di risolvere enigmi senza aiuti e talvolta morire perché si è sottovalutata una trappola, un pavimento cedevole e così via.
Sto amando Shadow, ma in quattro giorni di gioco il tempo che ho passato a progredire nella trama è stato un decimo di quello che ho trascorso a girare, esplorare, risolvere cripte e tombe opzionali, cercare risorse (e fare foto :D).
Non so se questa mia sensazione sia condivisa anche dai fan più recenti, ma a me che ci sono dall'inizio queste cose mancavano e spero saranno mantenute nel futuro della serie, se ci sarà.




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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Press_Release » 16 settembre 2018, 13:36

Danielecroft2001 ha scritto:
16 settembre 2018, 01:48
A mio parere invece, se l'avesse fatto Core, sarebbe uscito un gioco troppo diverso. E' possibile vedere una Beta della Anniversary Edition creata da Core per PSP e si nota che questi sono rimasti molto ancorati al passato sul lato animazioni e gameplay (e a mio parere molto obsolete per quegli anni). Nello spazio spoiler linko il video.
E' vero. Per molte persone il gameplay era troppo "antiquato" da quel che si è visto. Però per altrettanti la cosa non dispiaceva. Io onestamente avrei preferito che Crystal si concentrasse maggiormente su Underworld legandolo solo a Legend, così da lasciare il remake come prodotto slegato. Condivido anche il fatto che il reboot è per molti versi troppo lontano da quello a cui eravamo abituati.
Vedremo come si metteranno le cose dopo Shadow (cavoli, non l'ho nemmeno finito e già mi chiedo cosa ci sarà dopo). Spero non l'ennesima tabula rasa di personaggio e gameplay anche se di questi tempi il pubblico si stanca molto rapidamente. Ogni titolo deve essere un'innovazione completa e radicale altrimenti si rischia la solita etichetta more-of-the-same che è già stata affibiata a Shadow e addirittura a Rise qualche anno fa.






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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Talos » 07 ottobre 2018, 19:56

Basta trilogie. Non le sopporto più... troppi buchi di trama.




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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Press_Release » 16 luglio 2019, 21:10

Pensando alle trilogie di Tomb Raider mi è venuta in mente una cosa.
Fin dai suoi albori, questa saga ha avuto il suo straordinario successo non sono per l'essere un gioco d'avventura o per l'avere un protagonista femminile (cosa, tra l'altro, già anticipata con uno strepitoso stratagemma da Metroid) ma soprattutto perché Tomb Raider è probabilmente il miglior platform in 3D esistente. In effetti si parla spesso dei "grandi enigmi dei giochi originali" intendendo che ogni livello era a suo modo un gigantesco enigma, al cui interno se ne celavano altri. Anche se c'è da dire che la soluzione molto spesso era sempre la medesima: esplora di più, ricontrolla i posti già passati. Detto questo ho sempre considerato i primi Tomb Raider degli eccelsi platform d'avventura, ma il tema del videogioco è cambiato molto spesso.
Il genere narrativo "d'avventura" è uno dei più versatili mai esistiti. Senza andare a tirare fuori l'Odissea o l'Orlando Furioso, direi che si possono trovare in esso montagne di sotto-generi che, nel caso di Tomb Raider, sono andati a rappresentarne la tematica principale. Per dirla in parole semplici: i primi quattro capitoli trattavano avventura alla Miniere di Re Salomone o alla Indiana Jones, dove l'azione è un'aggiunta alla trama ma non ne rappresenta il punto cardine. Le cose importanti sono l'esplorazione, la scoperta, l'addentrarsi in luoghi mitologici e dimenticati.
Chronicles e AoD (più il secondo in effetti, ma il primo l'ho sempre considerato un "terreno di prova" per tutto ciò che Core ha implementato nel seguito) invece andavano più sul thriller d'avventura. O thriller storico anche. Un genere che sì, tratta l'archeologia, ma lo mescola sapientemente con elementi più "urbani". Tra gli elementi che vanno per la maggior in questo sotto-genere ci troviamo: un omicidio misterioso, una setta segreta, ambientazione europea (Parigi nella stragrande maggioranza), catacombe o altri luoghi dimenticati sotto metri di cemento, 9 volte su 10 i Templari (in un'intervista Murti Schofield spiegava di aver creato i Lux Veritatis proprio per non dover ripiegare sempre sul ben noto ordine di cavalieri) o l'alchimia.
Come ho già detto altrove, con una grande semplificazione, i Tomb Raider per PS1 erano Indiana Jones, AoD è Dan Brown. E ribadisco ancora che come cambio di genere, sebbene al tempo avesse riscontrato parecchi dissensi, era veramente azzeccato. Dopo la "morte" di Lara le cose non potevano essere più come prima, questa diversa direzione è stata una scelta interessante a mio avviso. Tra l'altro c'è da dire che AoD riusciva anche a far funzionare un gameplay più orientato al platforming in una trama che generalmente si presterebbe molto meglio a giochi dove dialoghi, ragionamenti, raccolta di oggetti et simila la fanno da padrone. I punta e clicca insomma, come Broken Sword e migliaia di altri esempi ci hanno dimostrato.
Legend, Anniversary ed Underworld (e così anche gli spin-off) invece tornano alla tematica d'avventura "pura". Templi antichi, trappole, mercenari armati eccetera eccetera.
L'ultima trilogia, invece, è più difficile da incasellare. Possiamo dire che una forte volontà di verosimiglianza sia il denominatore comune a tutti e tre i titoli - non è un caso che Crystal si sia ispirata ai Batman di Nolan per la realizzazione - così come il tema della "sopravvivenza". Certo, il primo era molto più "sporco" degli altri, con atmosfere che sfociavano quasi nello splatter e un gameplay decisamente troppo orientato all'azione. Rise dal canto suo è un po' come I predatori dell'arca perduta: una sfida ai margini del mondo, dove le regole della società non contano, una gara a chi riesce per primo a mettere le mani sull'artefatto. Simbolici in questo senso sono sia la frase di Lara "Se la Sorgente esiste dobbiamo trovarla per primi" quanto il riferimento al succitato film nella scena della mappa dell'atlante. Shadow continua in questa direzione dando molto più spazio all'esplorazione che al confronto con gli avversari.
Ecco, per la ricerca storica di precisione chirurgica e la forte verosimiglianza direi che gli ultimi Tomb Raider assomigliano alle mitiche avventure di Paperon de Paperoni scritte da Don Rosa (ricordando che Paperone è stato, assieme ad una luuuuuuunga sfilza di film degli anni '30, una delle ispirazioni principali per Spielberg e Lucas nella creazione di Indiana Jones. Oltretutto si tratta di un individuo immensamente ricco che da la caccia a reperti storici per il suo tornaconto personale...praticamente è la Lara Classica con piume e palandrana!).
Se il futuro può riservarci qualcosa io spero possa essere un nuovo cambio di tematica. Il gioco sì resta d'avventura, con le sue fasi platform, gli enigmi e i combattimenti - si noti che questi tre elementi non hanno nulla a che vedere con la scelta del tema - ma sarebbe molto interessante vedere Lara alle prese con un sotto-genere che in tutti i Tomb Raider è stato sempre "sfiorato" e mai affrontato apertamente: il mondo perduto. Tecnicamente verrebbe da dire che l'abbia già fatto più e più volte, si pensi alla Lost Valley, Atlantide, Yamatai, Paititi, Kitež ma tutti questi erano l'obiettivo finale di una caccia che faceva più il verso al dr. Jones che ad Edward Malone.
Per fare un esempio: ci vedo una gran differenza tra tutti i Tomb Raider già esistenti e una storia ambientata tutta nel sottosuolo dove Lara che - chessò - cerca Agarthi discendendo dalla Esa'Ala e l'intero gioco è procede in un complesso di grotte e templi sotterranei (tipo The Mole People o Viaggio al Centro della Terra) attraverso un regno proibito e dimenticato.
Insomma dove i primi Tomb Raider, così come la trilogia LAU, sono Indiana Jones, AoD è Dan Brown e l'ultima è Don Rosa io vorrei che il futuro ci riservasse Verne.
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Tomb Raider 3 Gold

Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Blu » 17 luglio 2019, 12:13

Bellissima e approfonditissima riflessione :) (articolo :D ?) e mi sento di condividerla appieno, sia per la parte di analisi che per un possibile ispirazione per il futuro, dovendo riassumere:
Press_Release ha scritto:
16 luglio 2019, 21:10
Insomma dove i primi Tomb Raider, così come la trilogia LAU, sono Indiana Jones, AoD è Dan Brown e l'ultima è Don Rosa io vorrei che il futuro ci riservasse Verne.
Press_Release ha scritto:
16 luglio 2019, 21:10
Se il futuro può riservarci qualcosa io spero possa essere un nuovo cambio di tematica. Il gioco sì resta d'avventura, con le sue fasi platform, gli enigmi e i combattimenti - si noti che questi tre elementi non hanno nulla a che vedere con la scelta del tema - ma sarebbe molto interessante vedere Lara alle prese con un sotto-genere che in tutti i Tomb Raider è stato sempre "sfiorato" e mai affrontato apertamente: il mondo perduto. Tecnicamente verrebbe da dire che l'abbia già fatto più e più volte, si pensi alla Lost Valley, Atlantide, Yamatai, Paititi, Kitež ma tutti questi erano l'obiettivo finale di una caccia che faceva più il verso al dr. Jones che ad Edward Malone.
Per fare un esempio: ci vedo una gran differenza tra tutti i Tomb Raider già esistenti e una storia ambientata tutta nel sottosuolo dove Lara che - chessò - cerca Agarthi discendendo dalla Esa'Ala e l'intero gioco è procede in un complesso di grotte e templi sotterranei (tipo The Mole People o Viaggio al Centro della Terra) attraverso un regno proibito e dimenticato.
Un futuro verniano sarebbe fantastico, non so che probabilità ci siano che la serie prosegua in quella direzione, ma c'è da dire che archiviata (anche se con larghissimi buchi di trama) l'ultima trilogia, teoricamente ora dovrebbero essere più liberi di scegliere che direzione far prendere alle avventure di Lara, che bene o male ha finalmente raggiunto una sua connotazione da archeologa/esploratrice alleggerita (finalmente) dal mistero della morte del padre.

L'unica cosa che auspico è che si sleghino una volta per tutte da trilogie e tornino a orientarsi su singoli episodi/avventure, più semplici da gestire e completare con la cura che necessitano (da ogni punto di vista, dalla realizzazione alla trama), così da farci sognare e divertire di volta in volta, portando i giocatori (acquirenti) a entusiasmarsi di avventura in avventura, senza pericolo di cambi di sceneggiatura, direzione, ma soprattutto accuratezza come capitato nell'ultima trilogia, almeno per un pubblico di giocatori un po' più attenti/esigenti.




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Tomb Raider: le trilogie

Messaggio da Press_Release » 19 luglio 2019, 14:17

Blu ha scritto:
17 luglio 2019, 12:13
(articolo :D ?)
Beh, questi sono solo pensieri liberi (e a rileggerli nemmeno così ben scritti...ma c'è una cosa alla quale sto lavorando che potrebbe essere un articolo)
Blu ha scritto:
17 luglio 2019, 12:13

Un futuro verniano sarebbe fantastico, non so che probabilità ci siano che la serie prosegua in quella direzione, ma c'è da dire che archiviata (anche se con larghissimi buchi di trama) l'ultima trilogia, teoricamente ora dovrebbero essere più liberi di scegliere che direzione far prendere alle avventure di Lara, che bene o male ha finalmente raggiunto una sua connotazione da archeologa/esploratrice alleggerita (finalmente) dal mistero della morte del padre.

L'unica cosa che auspico è che si sleghino una volta per tutte da trilogie e tornino a orientarsi su singoli episodi/avventure, più semplici da gestire e completare con la cura che necessitano (da ogni punto di vista, dalla realizzazione alla trama), così da farci sognare e divertire di volta in volta, portando i giocatori (acquirenti) a entusiasmarsi di avventura in avventura, senza pericolo di cambi di sceneggiatura, direzione, ma soprattutto accuratezza come capitato nell'ultima trilogia, almeno per un pubblico di giocatori un po' più attenti/esigenti.
Sarebbe molto bello se tornassero ad episodi auto conclusivi ma dubito lo faranno: creare hype con il finale di un titolo è un ottimo modo per assicurarsi che la gente comperi il seguito. E' un tipo di narrativa che è stata lasciata agli spin-off (che mi mancano, vorrei tanto che uscisse un nuovo Lara Croft and...). Però un cambio di tematica potrebbe non essere così improbabile, staremo a vedere






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