TR e la realtà

.. qual è la realtà che si cela dietro la serie?

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Re: TR e la realtà

Messaggio da Talos » 02 maggio 2016, 22:38

Cambogia

Tomb Raider IV- Relic Run

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Le prime tracce di insediamenti umani in ‪Cambogia‬ risalgono al primo millennio AC; le popolazioni di questo periodo vivevano su palafitte e si nutrivano soprattutto di pesce e riso. La prima civiltà fiorente, quella di Funam, sorse però sul delta del Mekong solo verso il 300 d.C. Era un regno che viveva con il commercio, in quanto si trovava lungo la via della seta nel periodo in cui si svilupparono i traffici commerciali tra Asia e Medio Oriente. In questo stesso periodo furono importate nel paese le tradizioni religiose indiane: prima il culto di Shiva e Vishnu e successivamente il Buddismo. Negli anni 500-700 d.C. nell’entroterra, vicino alla confluenza del Mekong con il Sap, sorse un altro stato, chiamato Chenla dai cinesi. Esso comprendeva ampi territori, corrispondenti agli attuali stati della Cambogia, del Vietnam, del Laos, e della Thailandia. L'età dell'oro della civiltà Khmer, corrisponde tuttavia al periodo che va dal IX al XIII secolo, in cui il regno di Kambuja, da cui il nome di Kampuchea o Cambogia, governava su territori ancora più vasti (la sua capitale era ad Angkor, nella parte occidentale del Paese). Sotto Jayavarman VII (1181-1218), questo regno raggiunse il suo zenit politico e culturale raggiungendo il suo massimo splendore. Il vastissimo complesso archeologico di Angkor Wat, presente sulla bandiera nazionale, è oggi la più grande testimonianza dell'antico splendore di tale civiltà. Poco noto, rappresenta la seconda area archeologica al mondo per estensione dopo quella di Giza in Egitto e costituisce praticamente l'intero patrimonio artistico nazionale. Come in ogni ciclo storico che si rispetti però, giunse anche per il regno di Kambuja l’era del declino. Importanti fattori che contribuirono alla sua decadenza furono l'aggressività dei popoli vicini (specialmente i Siamesi), le lotte croniche per la successione al trono e il graduale deterioramento dei sistemi di irrigazione che avevano reso possibile per anni la necessaria produzione di riso. La monarchia di Angkor sopravvisse sino al 1431, quando i Thai occuparono Angkor Thom e il re cambogiano fuggì nella parte meridionale del Paese.
Dal quindicesimo al diciannovesimo secolo proseguì il periodo di declino, con una continua perdita di territori. Un breve periodo di prosperità ci fu durante il sedicesimo secolo poiché fu favorito il commercio con altre parti dell'Asia. In questo periodo, per la prima volta, arrivarono gli avventurieri e i missionari portoghesi e spagnoli. La conquista da parte dei Thai della nuova capitale Lovek nel 1594 segnò però un nuovo calo nelle fortune del Paese e la Cambogia divenne una pedina nelle mani dei suoi belligeranti vicini, il Vietnam e il Siam, che se ne contendevano il governo. Perse così alcuni dei suoi più ricchi territori e l'accesso al mare. Queste invasioni continuarono anche nella prima metà del diciannovesimo da parte del Vietnam e provocarono una continua ostilità tra i due popoli, che sfociò poi in violenti confronti dopo che i Khmer Rossi assunsero il potere. A metà del XIX sec., in pieno colonialismo, i francesi sbarcarono a Saigon e costrinsero il re Norodom a firmare un trattato che rendeva la Cambogia un protettorato francese. Fu proprio grazie alla presenza francese però, che venne tutelata l’esistenza stessa di uno Stato cambogiano e vennero ridefiniti i confini con il Vietnam e la Thailandia: al primo fu riconosciuto il controllo sul delta del Mekong mentre la seconda fu costretta a cedere alcune province. La "crociata monarchica per l'indipendenza" di Re Sihanouk, che era stato scelto dai Francesi per succedere al trono cambogiano, portò, nel 1953, all’indipendenza dalla Francia. Per giocare un ruolo più attivo nella politica nazionale, Sihanouk abdicò nel 1955 e lasciò il trono a suo padre, Norodom Suramarit. Ora, divenuto soltanto un principe Sihanouk, organizzò il suo proprio movimento politico, la Comunità Socialista Popolare (Sangkum), che dominò la scena politica fino a fine anni sessanta. Nonostante i suoi vecchi interessi da conservatore, Sihanouk incluse le sinistre nel suo governo. Nelle relazioni con l'estero, Sihanouk seguì una politica di neutralità. I principali obiettivi della sua politica furono quelli di preservare l'indipendenza della Cambogia e di tenere fuori il Paese dal conflitto del Vietnam, che andava assumendo dimensioni sempre più spaventose. Alla fine degli anni sessanta però, sia la situazione interna che le relazioni con l'estero si erano deteriorate. Nel marzo del 1970 il suo governo fu rovesciato dal generale Lon Nol e da altri leader dell'ala destra, che sette mesi più tardi abolirono la monarchia ed istituirono la Repubblica dei Khmer. La Repubblica dei Khmer dovette affrontare non solo i Nord Vietnamiti e i Viet Cong ma anche un forte e crescente movimento comunista che crebbe in modo sempre più letale con il passare del tempo. I comunisti cambogiani, che Sihanouk aveva contrassegnato come Khmer rossi, fondarono il Partito Rivoluzionario dei Cambogiani (KPRP). A capo di questo partito vi erano un gruppo di intellettuali comunisti cresciuti nel clima culturale di Parigi. I più importanti erano Saloth Sar (noto come Pol Pot dopo il 1976), Khieu Samphan, e Ieng Sary. Dopo il colpo di stato del 1970 che aveva fatto cadere il principe Sihanouk, i Khmer rossi formarono un fronte unitario con il leader spodestato, che aveva ancora una forte influenza sui suoi cittadini. Guidati da Pol Pot, che instaurò una vera e propria dittatura, i Khmer rossi cercarono da subito di attuare di un programma di restaurazione radicale della Cambogia, per trasformarla in una cooperativa agraria maoista. Il calendario fu resettato all’“Anno Zero”, fu abolita la moneta e fu sospeso il servizio postale; tutti i contatti con il mondo esterno furono tagliati e l’intera popolazione di Phnom Penh e delle altre città venne fatta trasferire nelle aree rurali, per lavorare nei campi. Nei 4 anni successivi, si assistette a deportazioni di massa e si stima che più di un milione e mezzo di persone persero la vita, tra cui la maggior parte degli intellettuali e dei lavoratori qualificati. Anche dopo la deposizione dei Khmer rossi da parte dei vietnamiti nel 1878-9, seguirono ulteriori 10 anni di guerre civili, che prolungarono la rovinosa situazione sociale, economica ed infrastrutturale del Paese. Nel 1989 le forze vietnamite si ritirarono dal Paese e, con il Trattato di Pace di Parigi del 1991, fu istituito lo Stato delle Cambogia. Nel 1993 ebbero luogo le elezioni nazionali, che restaurarono la monarchia, ponendo il re Norodom Sihanouk a capo dello Stato, 4 decenni dopo la sua abdicazione. Nel 1999 la Cambogia è diventata membro dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) e nel 2004 è entrata a far parte del World Trade Organisation. Sempre nel 2004, il re Norodom Sihanouk ha abdicato a favore del figlio Norodom Sihamoni. Il nuovo re è largamente riconosciuto come una personalità apolitica e sembra intenzionato a proseguire il cammino del Paese verso l’unità e la pace.[/i][/b]


Fonte: viaggicambogia.it/storia-1641-163.htm




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Re: TR e la realtà

Messaggio da Talos » 02 novembre 2016, 12:43

NIFLHEIMR (Tomb Raider Underworld)
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Niflheimr ("terra delle nebbie") è il regno del ghiaccio e del freddo nella mitologia norrena. È situato a nord del Ginnungagap e ci abitano i hrímþursar. Niflheimr è governato dalla dea Hel, figlia di Loki e di una gigantessa, designata personalmente da Odino per governare il Niflheimr. Metà del suo corpo è normale, mentre l'altra metà è in putrefazione perpetua. Il Niflheimr è diviso in tanti livelli differenti. Un livello è per gli dei e gli eroi, presidiato da Hel. Un altro è riservato agli anziani, i malati e tutti coloro ai quali era impossibile morire gloriosamente in battaglia ed entrare nel Valhalla. Il livello più basso assomiglia all'Inferno cristiano (si noti la somiglianza fra Hel e la traduzione dell'inferno in inglese Hell), dove i malvagi sono condannati a vivere per sempre. Il giorno del Ragnarok torneranno dal Hel su una nave di unghie per combattere.




HELHEIMR (Tomb Raider Underworld)
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Nella mitologia norrena, il regno di Hel è, presumibilmente, uno dei nove mondi della cosmologia scandinava, la dimora dei morti.

È la dimora della regina dei morti Hel, e da questo prende il nome; infatti è anche conosciuto come Helheimr (appunto "regno, mondo, patria di Hel"), anche se questo termine è un neologismo non direttamente attestato nei testi norreni. La regina ha un aspetto raccapriciante, dal colorito parzialmente cadaverico, abita in un palazzo privo di qualunque agio, e dorme su un letto dal nome "giaciglio di morte".

Hel è il regno più basso e infero di tutti i mondi, ed è descritto come una landa oscura e gelata, sferzata dal vento e battuta dalle piogge. La popolano le ombre delle persone che si sono macchiate di gravi colpe (tradimento, assassinio), ma anche le anime di coloro che sono morti senza gloria o di malattia.

A volte il regno di Hel sembra potersi identificare con il Niflheimr, e non sempre è chiara la differenza tra i due mondi. Se il Niflheimr è tradizionalmente situato a settentrione, direzione considerata infausta nella tradizione scandinava, è pur anche attestato che la strada per il regno di Hel vada "verso il basso e verso nord" (Gylfaginning, 49), lasciando appunto intendere che anche il regno dei morti si trovasse in questa direzione. Si noti che in alcuni testi il regno di Hel e il Niflheimr sembrano confondersi nella comune nozione del Niflhel, l'inferno nebbioso.

Per i malcapitati destinati all'inferno, la prima tappa è una caverna buia e profonda alla cui guardia vi è il terribile cane Garmr, dal petto contrassegnato da vistose macchie di sangue umano, superato il quale il percorso in discesa costeggia il fiume sotterraneo Gjöll, nelle cui acque scorrono lame di spade. Si accede al regno di Hel tramite il Gjallarbrú, il ponte d'oro che scavalca il fiume. A guardia di tale ponte, sul quale transitò Hermóðr durante la sua missione per recuperare Baldr dal mondo dei morti, vigila la fanciulla chiamata Móðguðr. Oltre vi è Nástrandir, la spiaggia dei cadaveri, e non lontano si aprono i cancelli di Helgrind, che conducono alla dimora della regina Hel. Tale dimora ha le pareti e il tetto fatto di dorsi di serpenti intrecciati, le cui teste sputano veleno verso l'interno. Le porte del palazzo sono rivolte a settentrione, contrariamente a quanto avveniva nella costruzione degli edifici nel nord Europa, le cui porte erano regolarmente rivolte a sud, la direzione del sole e della buona sorte.

L'inferno è formato da vari ambienti, quali per esempio la spiaggia dei morti, destinata ad ospitare gli assassini e gli adulteri, la cui pena consiste nell'essere sbranati da un dragone; inoltre si vedono privati delle unghie, con le quali viene costruita la nave Naglfar, che dovrà trasportarli verso l'epica guerra contro le forze della Valhalla.
Alla porta dei morti le donne dell'inferno, contrariamente alle Valchirie, offrono urina di capra ai condannati




AVALON (Tomb Raider Underworld)

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Avalon è un'isola leggendaria, facente parte del ciclo letterario legato al mito di Re Artù, situata nella parte occidentale delle isole britanniche, forse legato alla fertilità di questa terra che secondo alcuni significherebbe isola delle mele.

Il primo documento scritto che ci parla di Avalon dandole il significato di Isola delle Mele si trova nella Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth; questa è la traduzione più probabile, visto che in bretone e in cornico il termine usato per indicare mela è Aval, mentre in gallese è Afal, pronunciato aval. Inoltre il concetto di un'"isola dei beati", posta nell'estremo occidente (il luogo del tramonto) è presente anche altrove nella mitologia indoeuropea, in particolare nel Tír na nÓg e nel mito delle greche Esperidi (anche queste ultime famose per le loro mele).

Secondo alcune leggende (cfr. il poeta Robert de Boron), Avalon sarebbe il luogo visitato da Gesù e da Giuseppe d'Arimatea e quello dove, proprio Giuseppe d'Arimatea, dopo aver raccolto il sangue di Cristo in una coppa di legno (il Sacro Graal), si rifugiò, fondando anche la prima chiesa della Britannia.

Sarebbe anche il luogo in cui fu sepolto re Artù, trasportato nell'isola su una barca guidata dalla sorellastra, la Fata Morgana. Secondo la leggenda, Artù riposa sull'isola, in attesa di tornare nel mondo quando questo ne sentirà nuovamente il bisogno.

Per alcuni Avalon andrebbe identificata con Glastonbury. A partire dagli inizi dell'XI secolo prese corpo la tradizione secondo cui Artù fu sepolto nella Glastonbury Tor, che in passato era circondata dall'acqua, proprio come un'isola. Durante il regno di Enrico II, secondo il cronista Giraldo Cambrense e altri, l'abate Enrico di Blois commissionò una ricerca, che, a una profondità di 5 metri, avrebbe portato alla luce un enorme tronco di quercia o una bara con un'iscrizione: "Qui giace sepolto l'inclito re Artù nell'isola di Avalon". I resti furono sotterrati di nuovo davanti all'altare maggiore, nell'abbazia di Glastonbury, con una grande cerimonia, a cui parteciparono anche re Edoardo I e la sua regina. Il luogo divenne meta di pellegrinaggio fino al periodo della Riforma protestante. Comunque, la leggenda di Glastonbury è considerata falsa e veniva utilizzata come propaganda per favorire un pellegrinaggio e raccogliere denaro per la ricostruzione del monastero.

Secondo la maggior parte delle fonti come Gervasio di Tilbury e Floriant et Florete l'isola di Avalon è la Sicilia.

Secondo altre teorie, Avalon sarebbe l'Ile Aval o Daval, sulla costa della Bretagna, oppure Burgh-by-Sands, nel Cumberland, che al tempo dei romani era il fortilizio di Aballava, lungo il Vallo di Adriano, e vicino Camboglanna, al di sopra del fiume Eden, ora Castlesteads. Per una coincidenza, il sito dell'ultima battaglia di Artù si sarebbe chiamato Camlann. Per altri Avalon sarebbe da ubicare sul Monte di san Michele, in Cornovaglia, che si trova vicino ad altre località associate con le leggende arturiane. Questo monte, è in realtà isola che si può raggiungere quando c'è bassa marea. La questione è confusa da leggende simili e toponimi presenti in Bretagna.

L'isola di Avalon veniva chiamata anche "Inis witrin" (cioè "isola di vetro") per l'abbondanza di guado, pianta che sfuma sull'azzurro e che i guerrieri celti utilizzavano per tingersi la faccia per andare in battaglia.

Fonte: Wikipedia





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Re: TR e la realtà

Messaggio da Nillc » 04 novembre 2016, 17:46

Ho appena terminato il (bellissimo) DLC di Rise "Baba Yaga" e vorrei dare il mio contributo parlando di questo affascinante personaggio (che, incredibilmente, trova molti più riscontri nel gioco di quanto non si possa credere :))

BABA JAGA

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Baba Jaga è un personaggio ricorrente nel folklore dell'Europa orientale, principalmente dei territori russi, slavi e ucraini, ma è conosciuta anche in Serbia, Croazia e nelle terre balcaniche; compare in fiabe, racconti popolari e leggende, ma è anche usata come mezzo per spaventare i bambini, equivalente del nostro "Uomo Nero".
Il nome "Baba Jaga" (che si può traslitterare anche in Iaga e Yaga) ha una matrice slava: Baba è un termine arcaico per indicare un'anziana donna (in alcune zone le nonne vengono chiamate così), mentre Jaga è più incerto ma ha una sicura connotazione negativa; a seconda delle zone può significare "Terrore", "Paura" ma anche "Malattia", "Dubbio" e "Malvagità". Può dunque tradursi come "Nonna Malvagia".

Si potrebbe dire che Baba Jaga è un po' l'equivalente delle nostre streghe; in realtà si tratta di figure molto più complesse che presentano una singolare stratificazione folkloristica.
Nella sua forma più comune si mostra come una vecchia donna decrepita che si sposta a bordo di un pestello volante, usando il mortaio come timone; vive in una capanna diroccata fatta di ossa umane la cui porta è una bocca munita di denti taglientissimi e che poggia su due zampe di gallina (talvolta una sola). In altre versioni, la casa non ha porte visibili e l'accesso si mostra solo se si conosce la parola d'ordine.

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Di base è una figura negativa, capace di fare incantesimi e che in genere nuoce alle persone: il suo divertimento è infatti cancellare con una scopa di betulla i sentieri nel bosco, in modo che gli incauti visitatori si perdano e muoiano di freddo e fame o sbranati dagli animali feroci. Dispone di alcuni servi, animali o piante, che tuttavia stanno controvoglia al suo servizio, e spesso la tradiscono per aiutare dei suoi nemici che si mostrano amichevoli nei loro riguardi.
A volte però la sua cattiveria è molto attenuata, e Baba Yaga si limita a fare semplici dispetti come far sparire oggetti, lacerare tessuti e far cadere con uno sgambetto chi cammina; in genere a lei si attribuiscono piccoli incidenti domestici, nella stessa maniera in cui al Sud Italia si dà la colpa agli Scazzamurielli o Monachielli.

Addirittura, a volte Baba Yaga non è affatto una figura negativa: assume infatti le connotazioni di una donna saggia cui le madri mandano le fanciulle in età da marito perché imparino a essere buone mogli. In tal caso, Baba Yaga premia le ragazze diligenti con regali preziosi e punisce, talvolta in maniera macabra, quelle viziate e svogliate.
In alcune storie ci sono addirittura due Baba Yaga, una buona e l'altra cattiva, mentre in altri racconti le figure sono addirittura tre.

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Le origini di Baba Yaga sono da ricondursi alle mitologici "figure matriarcali ataviche", delle quali essa conserva i tratti più archetipici e ambigui. Si tratta di esseri femminili depositari di immensa conoscenza, che possono utilizzare per scopi benefici o malvagi; sono figure strettamente collegate alla natura, all'ancestralità e all'ignoto, e possono essere riscontrate in culture distanti tra loro nel tempo e nello spazio.
La biblica Eva, per esempio, è l'immagine della donna che apprende la conoscenza del Bene e del Male; le Gorgoni, le Parche e le Moire della mitologia greca hanno notevoli somiglianze con lei, mentre le Strìe nostrane e le Banshee celtiche incarnano i suoi tratti più malvagi.

Baba Jaga è chiamata con altri appellativi nei territori dove è conosciuta, quasi sempre varianti del suo nome: in alcune regioni slave il suo nome è Jezibaba (conservante lo stesso significato), in Bosnia viene chiamata anche Baba Roga ("Nonna dei Boschi") e Baba Koritzma ("Nonna dai denti di ferro").




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Messaggio da Talos » 11 maggio 2017, 15:46

So di aver già parlato della Cittadella e della Città dei Morti, ma solo recentemente ho deciso di approfondire "la zona del Cairo" di Tomb Raider IV. :D

Su Youtube ho trovato tre video di 5 minuti l'uno dedicati rispettivamente alla Città dei Morti (El Arafa/Qarāfa), alla Cittadella e alla Moschea di Ibn-Tulun, con il suo "minareto a chiocciola" tipico dell'architettura di Bagdad

Cosa vi ricorda?
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[BBvideo=560,315]https://www.youtube.com/watch?v=3ADPjbzEo1A[/BBvideo]
[BBvideo=560,315]https://www.youtube.com/watch?v=WbosOTcMjME[/BBvideo]
[BBvideo=560,315]https://www.youtube.com/watch?v=iDS0IcYf1Qg[/BBvideo]




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