Sciogliendo trecce verde rame

Il topic semiserio sulle canzoni indecifrabili

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Sciogliendo trecce verde rame

Messaggio da Nillc » 17 gennaio 2017, 17:46

Questo topic nasce dalle riflessioni che ho fatto in questi ultimi giorni su due celebri canzoni italiane, che sicuramente avrete sentito almeno una volta nella vostra vita; le avrete sicuramente anche cantate, perché il loro testo è talmente semplice che se lo ricorderebbe pure una formica... però se poco poco ci soffermiamo sul significato... ci potremmo chiedere "ma che cavolo ho appena detto???".
Questo topic nasce quindi come esegesi semiseria delle canzoni dal significato "oscuro" della musica italiana e non... partiamo quindi con i due casi che mi hanno portato ad aprirlo, che guardacaso riguardano entrambi i... capelli :D ovviamente suggerite anche altri brani :)

1) BALLA di Umberto Balsamo
Canzone del 1979, una delle due che Umberto Balsamo ha cantato prima di scomparire nel nulla, ma consegnato all'immortalità dalle stesse (l'altra è Angelo Azzurro, nessuna parentela col cocktail).
"Balla per me balla balla, tutta la notte sei bella": avrete sentito questa rima ardita che nemmeno la Divina Commedia se avete partecipato ad almeno una festa di 18 anni, laurea, 25, 50 o 75 anni di matrimonio dal '79 ad oggi.
Il verso incrimianto è il seguente:

"Sciolgo le trecce ai cavalli, corrono/ e le tue gambe eleganti ballano"

Sin da quando ero piccolo ho immaginato la seguente scena: Umberto Balsamo (oddio, non proprio lui perché non penso che nessuno abbia in mente la sua faccia, ma un qualsiasi individuo che convenzionalmente identificheremo con lui) che sale su un cavallo fermo con la criniera intrecciata; lui gli scioglie le trecce e il cavallo, nemmeno un novello Sansone, fugge via.
Bene, nulla di strano... se non... perché un cavallo dovrebbe avere le trecce? Perché un qualsiasi individuo sano di mente dovrebbe sciogliergliele, se ce le avesse? E perché il cavallo s'indispettirebbe a tal punto da fuggir via???
E più in generale: quanti Angeli Azzurri si era bevuto Balsamo nello scrivere questo verso????
La soluzione, come spesso accade, è più semplice del previsto:
► Mostra testo
L'averlo scoperto a quasi trent'anni mi rende particolarmente orgoglioso. C'è gente che ancora canta nella maniera sbagliata.

2) EPPUR MI SON SCORDATO DI TE (Lucio Battisti)
Più vecchia di otto anni rispetto alla canzone Balsamica, si tratta di uno dei più universalmente noti brani del gruppo Formula 3, scritto e prodotto dal mai troppo elogiato Lucio Battisti.
Il testo, come molti tra quelli scritti dal suo fido paroliere Mogol, è abbastanza contorto, ma di base vorrebbe dire questo: lui (un generico lui protagonista della canzone), preso da un istinto primordiale ed estemporaneo, ha tradito la sua tipa, e ora se ne sta pentendo amaramente, ma al tempo stesso sminuisce la questione dicendo che si è trattato semplicemente della debolezza di un momento. Situazione alquanto tipica, ma Mogol come al solito imbroglia più che sbrogliare.
Ed eccoci dunque al verso topico:

"Non piangere salame dai capelli verde rame, è solo un gioco"

Di primo acchitto verrebbe da pensare che la donna a cui ci si riferisce sia praticamente un mostro, e in tal caso difficilmente la storia della "debolezza di un momento" starebbe in piedi.
Ma in realtà...
► Mostra testo
Va da sé che chiamare "Salame" la donna a cui si è donato un bel paio di appendici ossee craniali non è comunque una mossa intelligente.

Con questo si conclude la prima puntata di questa rubrica :) Spero che mi arrivino presto suggerimenti :D




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Messaggio da psiko » 19 gennaio 2017, 00:30

Nillc ha scritto:Va da sé che chiamare "Salame" la donna a cui si è donato un bel paio di appendici ossee craniali non è comunque una mossa intelligente.
Eh? XD
Ah, le corna? :D nel topic sui significati oscuri di parole in versi chissà che mi credevo :D
Le canzoni dell'ultimo Battisti si presteranno molto a queste tue analisi.. come qualcuna di Dalla e parecchie di Battiato :)

Ad ogni modo il topic è interessante anche per il fatto che spesso, anche se un significato oscuro certi versi continuano a mantenerlo pure con tutta la spiegazione, anche metaforicamente, anche allegoricamente, anche poeticamente, la bellezza di certi versi "rimane" e forse è anche la sola "giustificazione" (più che sufficiente, se si parla solo di estetica) del fatto che certe frasi siano scritte.
Nei miei scritti, spesso uso questo metodo: mi immagino una situazione (che non spiego al lettore) e tutto ciò che scrivo ha significato solo se, interpretando la scrittura, si capisce di che episodio io stia parlando, o lo si intuisce... se non accade, tutto lo scritto rimane ermetico, magari pieno di immagini poetiche e parole inusuali, ma pur tuttavia dal significato oscuro :) E se dobbiamo parlare di ermetismo, traendo sempre spunto dal tuo topic... :D
Oppure si potrebbe parlare di quei "linguaggi" con parole inventate ma che sembrano aver senso solo grazie al tono di voce di chi li pronuncia :D

Ad ogni modo, con "rame" c'erano poche altre rime decenti, mi viene in mente che ad un certo punto è un bene che non abbia usato "catrame" o peggio, "letame" :asd: ciarpame, pentolame... :asd:






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Messaggio da Nillc » 19 gennaio 2017, 19:23

psiko, immagina se "l'altra donna" fosse stata castana :D :X




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Messaggio da bashira » 21 gennaio 2017, 17:59

psiko ha scritto: Oppure si potrebbe parlare di quei "linguaggi" con parole inventate ma che sembrano aver senso solo grazie al tono di voce di chi li pronuncia :D
Come la poesia metasemantica :D

IL LONFO

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

F. Maraini

[youtube][/youtube]




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Messaggio da Nillc » 22 gennaio 2017, 10:00

Bash ho pensato anche io al Lonfo leggendo le parole di Psiko :D

(Anche al Jabberwocky carrolliano però ;)




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Messaggio da Blu » 04 febbraio 2017, 00:57

Bel topic :D .. a me ne viene in mente una un po' più infantile XD : vi ricordate le disavventure de "Il Cowboy Piero", la canzoncina che cantavamo anche noi da piccoli in cui al povero Piero veniva rubata la cavalla mentre beveva allegramente il tè? Ora con Leo mi è tornata alle orecchie e non appena l'ho riascoltata la domanda mi è sorta spontanea: ma perché l'indiano bello ha un chiodo nel cervello XD ? E perché non c'è sembrato strano allora :asd: ?

Là nella foresta
lassù sul monte nero
c’era un cowboy che si chiamava Piero
e la sua cavalla
dormiva nella stalla
mentre lui beveva allegramente il tè.
Il cowboy Arturo
pian pian scavalcò il muro
e la sua cavalla gli rubò ohibò
ma l’indiano bello
col chiodo nel cervello
prese la cavalla e gliela riportò


Probabilmente l'indiano aveva un chiodo fisso, o era molto deciso / irremovibile per cui Arturo non aveva scampo, ma (ora) suona ugualmente folle :asd:




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Messaggio da Nillc » 04 febbraio 2017, 08:28

Blu non conoscevo la canzone ma ora ho la sensazione che non la dimenticherò mai più :D onestamente non saprei dire perché un indiano dovrebbe mettersi un chiodo nel cervello, la tua interpretazione è carina :)
Ci sono comunque diverse cose inquietanti nel brano, tipo il fatto che durante tutta l'incresciosa vicenda Piero rimanga a bere "allegramente" il the :D :D :D




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Messaggio da Nillc » 04 febbraio 2017, 17:43

Blu non sai cos'hai combinato :D è tutt'oggi che propongo la canzoncina ad amici, fidanzato e parenti per venire a capo della tua richiesta :asd: alla fine l'ipotesi più gettonata è la seguente:
► Mostra testo
Più oscuro di Cecco Rivolta, non c'è che dire :asd:

Rimanendo in tema di canzoncine per i bimbi... sapete che la celebre conticina "Ambarabà Cicci Coccò" è antichissima, e a dispetto del fatto che oggi sembri il modo col quale un balbuziente chiamerebbe la sua amica Ambra, in origine aveva un significato ben preciso?
In latino, infatti, suonava come "Hanc para ab hac quis quid quo quod"... ossia "Ripara questa da quella" e la declinazione di quis-quid aggiunta per far metrica. In pratica chi contava invitava l'altra persona a "ripararsi", ossia dal non essere toccato da "quella", quell'altra persona che stava facendo la conta, in modo da non dover "stare sotto". Ipotesi suggestiva, no? :D




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Messaggio da psiko » 05 febbraio 2017, 01:00

secondo me va letta così:

ma l’indiano bello col chiodo nel cervello,
prese la cavalla e gliela riportò

(le prime due frasi senza pausa)

ovvero "l'ndiano, bello e con la giusta/fissativa motivazione, ...", :)






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Messaggio da Blu » 06 febbraio 2017, 14:44

Anche secondo me :) , un po' meno macabra dell'aggressione col chiodo :asd:
Nillc ha scritto: Blu non sai cos'hai combinato :D
huahuahua :asd: .. vi ho un po' movimentato il pomeriggio XD
Nillc ha scritto: Rimanendo in tema di canzoncine per i bimbi... sapete che la celebre conticina "Ambarabà Cicci Coccò" è antichissima, e a dispetto del fatto che oggi sembri il modo col quale un balbuziente chiamerebbe la sua amica Ambra, in origine aveva un significato ben preciso?
In latino, infatti, suonava come "Hanc para ab hac quis quid quo quod"... ossia "Ripara questa da quella" e la declinazione di quis-quid aggiunta per far metrica. In pratica chi contava invitava l'altra persona a "ripararsi", ossia dal non essere toccato da "quella", quell'altra persona che stava facendo la conta, in modo da non dover "stare sotto". Ipotesi suggestiva, no? :D
Questa mi mancava, ipotesi molto più che suggestiva :) (anche perché l'idea delle tre civette con la figlia del dottore confonde ancor oggi :asd: )




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Messaggio da Nillc » 09 febbraio 2017, 23:05

Si vede che è destino che in questo topic si parli di filastrocche per bimbi :D

Avrete recitato almeno una volta la contina "Ponte Ponente", che magari non ha la fama di Ambarabà Cicci Coccò ma è abbastanza diffusa in varie versioni; io la mia l'ho sempre recitata così:

Ponte Ponente Ponte Pi
Tappetà Perugia
Ponte Ponente Ponte Pi
Ponte Paperin


Ebbene, con mio sommo choc oggi ho scoperto che essa deriva da una canzoncina francese, che consta di ben due strofe, il cui ritornello fa così:

Pomme de Reinette et Pomme d'épice
sur le tapis rouge;
Pomme de Reinette et Pomme d'épice
sur le tapis gris


La canzone parla di una venditrice di frutta al mercato delle Halles di Parigi, e il ritornello tradotto suona così: "Mela renetta e mela speziata sul tappeto rosso; mela renetta e mela speziata sul tappeto grigio". Se sapete pronunciare il francese vi renderete conto che il suono è praticamente uguale alla versione desemantizzata in italiano :)




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Messaggio da Blu » 11 febbraio 2017, 18:15

Vero :) .. caspita che perla :D , ricordo di averla usata tantissimo (assieme ad "amblumble sicutera...", che a questo punto avrà anche lei un suo perché XD ), chi l'avrebbe mai detto... bello 'sto topic :D




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Messaggio da Nillc » 13 febbraio 2017, 10:38

Lasciamo il territorio delle filastrocche e canzoncine per bambine e torniamo in terra nostrana parlando di uno dei maggiori successi di Vasco Rossi: Albachiara!

Anche chi non ama particolarmente Vasco si sarà ritrovato almeno una volta a canticchiare Respiri piano per non far rumore, t'addormenti di sera e ti risvegli col sole; la canzoncina datata 1979 sulla ragazza tutta acqua e sapone che alla fine del brano si rivela tale perché necessita di costante igiene intima è universalmente nota.
Meno nota, anzi praticamente sconosciuta, è l'identità di questa simpatica fanciulla: molte sono state le ipotesi, finché Barbara D'Urso non ha suggerito che la canzone possa essere stata dedicata a lei, nel momento in cui tra lei e Vasco si era instaurata una relazione. Stessa storia, in pratica, di Rita Pavone che credeva di essere stata subliminalmente contattata dai Pink Floyd.
A giochi fatti, si può capire chi sia l'Albachiara della canzone?

Per capire di chi si tratti, dobbiamo fare un salto di 4 anni in avanti, quando Vasco rilascia l'album Bollicine: in esso è contenuta un'altra hit del Blasco, magari meno nota ma comunque famosa, dal titolo Una canzone per te.
In essa il cantante modenese racconta il suo incontro con una ragazza cui ha dedicato una canzone: quando lui le rivela che lei è stata la sua musa, questa scappa via imbarazzata e infastidita, perché non sente di rassomigliare alla ragazza protagonista della canzone.
La realtà è che... la ragazza di Albachiara e quella di Una canzone per te sono la stessa persona!

In un'intervista del 2010 Vasco ha raccontato che la tipa di Albachiara era una sua vicina di casa, all'epoca quattordicenne, che lui vedeva spesso uscire di casa per andare a scuola, talmente delicata che sembrava "respirare piano per non far rumore". Pur non conoscendola quasi per nulla, Vasco scrisse Albachiara ispirandosi a lei. Al suo rilascio il brano diventò una hit e si rivelò una vera iniezione di popolarità.
Poco tempo dopo Vasco incontrò la ragazza, un po' più grandicella, e le rivelò che Albachiara era lei. La ragazza reagì dapprima in maniera imbarazzata, negando veementemente che si potesse trattare di lei. Alle sue insistenze, la tipa affermò che Albachiara dovesse essere una ragazza molto più piccola di lei. Infine, offesa e avvilita, piantò in asso Vasco e non si fece mai più rivedere.

In Una canzone per te, tuttavia, rimane una flebile traccia di questa anonima fanciulla: il verso "Lei è troppo chiara e tu sei già troppo grande" in origine era "Lei è un'ALBACHIARA e tu sei già troppo grande", poi modificato probabilmente per non essere troppo autorefernziale. Quando esegue il brano live, Vasco però lo canta ancora nella prima versione.




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Messaggio da psiko » 14 febbraio 2017, 00:27

conoscere certi retroscena riporta certi capolavori "stellari" al loro livello umano, e ridimensiona anche gli idoli, perché ci svela come anche loro, in fondo, siano ispirati dalle stesse cose che capitano a tutti noi, senza andare troppo lontano... anche se le loro canzoni hanno valore "universale" e si adattano platonicamente a chiunque :)






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Messaggio da Nillc » 09 marzo 2017, 10:11

E adesso recupero una canzone che forse ai più giovani non dirà molto, ma a chi è stato bambino/ragazzo nei primi anni '90 farà riaffiorare numerosi ricordi (belli o brutti, fate voi :D)
Sto parlando di Gam Gam, brano dance del 1994, che riporto da YT per chi non la ricordasse ;)

[youtube][/youtube]

Questa canzone, remixata dal DJ Mauro Pilato, oggi può suonare fuori moda e fastidiosa, ma nell'anno in cui uscì ebbe un notevole successo: la si sentiva in radio, in TV ed era praticamente immancabile a qualsiasi festa, veglione e disco party che coinvolgesse bambini e adolescenti, ma spesso anche adulti. Non bastasse, era uscita anche una compilation che portava il suo nome (e che io ho ancora in musicassetta :D)

Immagine

Insomma, seppur magari non paragonabile ad altri brani dello stesso periodo oggi evergreen, Gam Gam si era ritagliato uno spazio di tutto rispetto, anche grazie al ritornello di sillabe ossessivamente ripetute simile a quelli che due decenni dopo avrebbero fatto la fortuna di Lady Gaga, nonché all'inquietante voce del bambino che diceva "La maestra ci faceva cantare, ma io non riuscivo perché non capivo le parole".
E in realtà le parole non le capivamo nemmeno noi, che al massimo ci inventavamo un testo in chissà quale lingua, come se effettivamente quello propostoci non avesse senso.

Invece il senso ce lo aveva eccome, e sorprendentemente diverso da qualsiasi cosa potessimo immaginarci.

Gam Gam è infatti una canzone ebraica, che riprende alcuni versi del Salmo 4, meglio conosciuto in territori cristiani come "Il Signore è il mio pastore"; precisamente i versi cantati sono quelli che recitano:

"Pur se andassi per valle oscura
non temerei alcun male
perché Tu sei con me;
Tu sei il mio bastone e il mio sostegno,
con Te mi sento tranquillo"


E come ci è finito un canto religioso in un brano dance?
Presto detto: Mauro Pilato remixò una versione di Gam Gam musicata da Ennio Morricone per lo straziante film Jona che visse nella balena del 1992, riprendendo anche le celebri parole del bambino in apertura brano:

[youtube][/youtube]

Va detto che il film appartiene al genere olocaustico, quindi è abbastanza strano che un brano della sua colonna sonora sia finito... in discoteca :?




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