Disney Story

Storia, gloria e... lati nascosti dell'Impero Disney

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Re: Disney Story

Messaggio da bashira » 19 settembre 2016, 20:43

Che donna incredibile!! :D




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Re: Disney Story

Messaggio da Blu » 21 settembre 2016, 14:08

Nillc ha scritto:Ieri si è tenuto il 25° Anniversario di uno dei più bei classici Disney, La Bella e la Bestia :) Del tutto a sorpresa Angela Lansbury, che all'epoca aveva prestato la sua voce a Mrs. Potts (Mrs. Brick in italiano), ha cantato la title track del film. A parte l'ammirazione per la sua tempra nonostante i 90 anni, devo ammettere che raramente mi sono emozionato tanto :)

[youtube][/youtube]
Davvero emozionante :D (che donna :o :D )




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Messaggio da Nillc » 27 febbraio 2017, 13:35

Del tutto a sorpresa, un nuovo, estemporaneo DISNEY TRIVIA :)

DISNEY TRIVIA N°5
Il "primo" personaggio


Se ci si chiede chi sia il "primo" personaggio Disney, ossia quello che è stato inventato per primo (non contando ovviamente quelli privi di serialità della Laugh O'Grams) tradizionalmente si pensa immediatamente a Topolino; in realtà, nella Disney Story, abbiamo visto che prima di Topolino c'era stato Oswald, e prima ancora Alice delle Alice's Comedies.
Ma se ci chiedessimo quale sia il primo personaggio del "cast fisso" Disney ad essere creato, ossia quale tra i personaggi che ancora oggi conosciamo e amiamo, che è uscito dalla mente di Zio Walt ed è arrivato ai giorni nostri senza controversie legali di mezzo, con la sua evoluzione nello stile e nella caratterizzazione... di chi parleremmo?
La risposta ancora una volta NON è Topolino, ed è ancora più sorprendente, perché parleremmo di... Pietro Gambadilegno!

Pietro, la nemesi di Topolino per eccellenza, il gatto che lotta contro il topo di archetipica memoria, è di gran lunga precedente a Mickey Mouse, e a dirla tutta è l'unico personaggio ad aver attraversato tutta la produzione disneyana sin dagli inizi.
La sua prima apparizione avvenne infatti nelle Alice's Comedies: pur caratterizzato in maniera del tutto differente, un personaggio dal nome Peg Leg Pete (nome storico del personaggio in originale) compare in diversi cortometraggi della serie. Inizialmente è un grosso animale di specie indiscernibile, più simile a un gorilla che a un gatto:

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In lavori successivi il personaggio viene riutilizzato con nomi sempre leggermente diversi, come Bootleg Pete o Pirate Pete, e con fisionomie del tutto diverse, ma sempre con l'inconfondibile gamba di legno. In Immagine, ad esempio, è più che altro simile a... un orso.

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Successivamente Disney e la sua crew utilizzarono un personaggio simile, ma non identico, nei cartoni di Oswald, dove appare con le fattezze di un grosso ratto e il nome di Putrid Pete.

Immagine

Il salto da Oswald a Mickey potrebbe essere facilmente riassunto: zio Walt perde i diritti di Oswald, ma NON dei personaggi one shot ideati come comprimari; quando inventa Topolino, gli mette accanto quello che nelle sue precedenti opere aveva incarnato la cattiveria e la nemesi, cristallizzandolo nell'immagine di un gatto, naturale nemico del topo.
Non è proprio così, in effetti: il nemico di Topolino nei suoi primi tre cartoni era sì un gatto, ma... NON Pietro Gambadilegno!
Il nome di questo personaggio era infatti Terrible Tom, ed era del tutto diverso dal nostro Pietro. Da cosa lo desumiamo? Semplice: non ha la gamba di legno!

Immagine

La prima apparizione ufficiale di Pietro nella sua nuova e definitiva incarnazione sarà nelle strisce quotidiane del 1929, oggi raggruppate sotto il titolo "Topolino nella Valle Infernale". Se ci fate caso, l'aspetto e la caratterizzazione di Pietro in questa avventura richiama moltissimo il Peg Leg/Bootleg/Pirate/Putrid Pete dei cartoni pre-Mickey.

Immagine

Il resto è storia: Gambadilegno è diventato il nemico per eccellenza di Topolino, acquisendo una sua fisionomia, tratti caratteriali ben delineati e un nome definitivo: da PegLeg si è passati a Black Pete e infine a... semplicemente Pete. In Italia lo si chiama tuttora Gambadilegno, nonostante da decenni abbia sostituito l'arto artificiale con una protesi :)




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Messaggio da Blu » 01 marzo 2017, 16:38

Nillc ha scritto: Ma se ci chiedessimo quale sia il primo personaggio del "cast fisso" Disney ad essere creato, ossia quale tra i personaggi che ancora oggi conosciamo e amiamo, che è uscito dalla mente di Zio Walt ed è arrivato ai giorni nostri senza controversie legali di mezzo, con la sua evoluzione nello stile e nella caratterizzazione... di chi parleremmo?
La risposta ancora una volta NON è Topolino, ed è ancora più sorprendente, perché parleremmo di... Pietro Gambadilegno!
:shock: .. non lo avrei mai detto :o ; caspita che ricerca Max :D , mai pensato di pubblicare un libro sull'argomento 39_32 ?




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Messaggio da Nillc » 01 marzo 2017, 19:14

Tempo fa avevo iniziato a scrivere un bionovel di Walt Disney, ho anche comprato due o tre biografie ufficiali per documentarmi, ma successivamente ho accantonato il progetto perché qualsiasi cosa scrivessi mi sembrava di sminuire una vita tanto meravigliosa quanto complessa, difficile da capire anche per il contesto socioculturale in cui si è venuta a trovare... chissà se magari in altre sedi e in altri modi questo progetto riprenderà mai piede :)

E su altri argomenti... ci sarebbe da scrivere davvero tantissimo, anche solo sull'evoluzione dei personaggi, sull'aneddotica e le cronologie... boh, vedremo :D




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Messaggio da Nillc » 24 aprile 2017, 15:02

Eccoci a un nuovo Disney Trivia, che stavolta tratta di un argomento molto particolare e nel quale la Disney... in realtà c'entra poco :D leggete, leggete :)

Premessa: si tratta di una puntata che tratta di moooolti argomenti distanti tra loro nell'essenza e nella cronologia; pertanto essa risulta estremamente riassuntiva. Se qualcosa risultasse poco chiaro, fatemelo presente e ne parleremo in un apposito post ;)

DISNEY TRIVIA n°6
Filmation- I sequel non autorizzati


Quella che andremo a sviscerare oggi è una vicenda poco conosciuta e piuttosto oscura, nella quale, pur riguardando direttamente la Disney, in realtà la casa di Topolino si mantiene ai margini.
Può essere riassunta in questo modo: nel pieno periodo del Rinascimento Disney, quindi tra gli anni '80 e i '90, una casa d'animazione di media dimensione tentò di sfruttare il successo della Disney a suo vantaggio, mettendo in cantiere l'ambizioso progetto di realizzare dei sequel di tutti i Classici Disney... finendo però per autodistruggersi.

Per comprendere al meglio questa faccenda è opportuno un minimo excursus storico.
Nella seconda metà degli anni '60, come abbiamo visto, l'animazione aveva lasciato le sale cinematografiche per approdare, in forma riveduta e corretta, sul piccolo schermo: abbiamo visto come la Disney, col suo Mickey Mouse Club, sia stata pioniera nell'ambito della realizzazione di programmi-contenitore, ma l'impulso per la realizzazione di serie animate squisitamente televisive veniva dal Giappone, dove nel '56 venne prodotta "La Principessa Zaffiro", prima di una lunga sfilza di anime. In altre parole, per la prima volta i cartoni animati non nascevano per il cinema, per poi arrivare in un secondo momento in TV; gli anime venivano concepiti, studiati e realizzati direttamente per la trasmissione televisiva.
Questo fenomeno ebbe ovviamente una forte risonanza mondiale, che ebbe come conseguenza la nascita di case di produzione animata, in genere di piccole e medie dimensioni, dedite esclusivamente alla realizzazione di serie animate televisive.
La più prestigiosa tra esse fu la Hanna&Barbera, che tutti ricorderete per la realizzazione di serie quali Tom e Jerry, Scooby-Doo e i Flintstones; tuttavia ce ne furono altre che, in tempi e modi diversi, seppero eguagliare e talvolta superare la fama di questi studios, producendo cartoni che magari oggi sono diventati leggendari, a differenza di chi li ha confezionati.
Tra di esse forse l'unica a mettere in seria difficoltà la H&B fu la Filmation.

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I personaggi della Hanna&Barbera

La parabola economica di questo studio d'animazione era iniziata piuttosto in sordina nel '62 e raggiunse il suo apice negli anni '70. Di questa casa di produzione possiamo ricordare serie quali "I Dominatori dell'Universo" (He-Man e She-Ra) e i "Ghostbusters", non quelli del film omonimo ma una serie "speculare" che aveva per protagonisti uno spilungone intelligente, un grassoccio stupido e...un gorilla incravattato. Se siete miei coetanei non potete non ricordare queste serie, perché fecero la fortuna delle TV private di carattere locale.

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He- Man e She-Ra, i due personaggi forse più conosciuti della Filmation.

La Filmation è oggi ricordata come una delle peggiori case di produzione animate che abbiano mai raggiunto la grande distribuzione. Il motivo di questo paradosso è presto spiegabile: le serie targate Filmation erano prodotte utilizzando tecniche d'animazione blande e datate. Laddove Disney, Hanna&Barbera e altre impiegavano risorse e capitali per produrre poche serie di pochi episodi, ma con una qualità d'animazione all'avanguardia, Filmation realizzava numerosissime serie che constavano di un numero esagerato di storie, animate malissimo ma con costi di produzione risicatissime, che quindi potevano anche essere vendute a un prezzo competitivo. Un altro asso nella manica era lo strettissimo legame col merchandising, che in effetti Filmation seppe sfruttare al meglio: assieme alle serie venivano realizzate action figures, giocattoli e altri oggetti che nella nascente società consumistica giocarono un ruolo fondamentale per il suo successo.
Tuttavia le critiche che Filmation si attirò a causa del pessimo lavoro d'animazione portarono in meno di un decennio a una fortissima crisi dei suoi studios, che non riuscirono più a soddisfare la crescente domanda di qualità di distributori e, perché no, anche del pubblico.

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I Ghostbuster della Filmation.

Alla metà degli anni '80 la Filmation aveva chiuso quasi del tutto la produzione di serie animate, e viveva delle (scarse) rendite delle pochissime sopravvissute; ciò rese necessario uno smembramento massiccio dell'azienda, che di fatto non cessò di esistere, ma fu costretta a cedere il 90% di azioni, copyright e royalties a terze parti, tra le quali curiosamente c'era la nota ditta cosmetica L'Oréal!

E a questo punto rientra in scena la Disney.
Nel decennio 1980 la casa di zio Walt stava vivendo un momento di tiepido successo dopo un lungo periodo di fiaschi, e aveva appena iniziato quel magnifico processo di riorganizzazione artistica e aziendale che oggi ricordiamo come Rinascimento Disney (il quale è ampiamente trattato nella Disney Story). Parte integrante di questa operazione fu, tra le altre, la rivalutazione dei Classici storici, che a quell'epoca avevano già un bel po' di decenni alle spalle: fu così che nel 1985 la Disney annunciò l'inizio di un massiccio restauro della pellicola di Biancaneve e i Sette Nani, che sarebbe stato rilasciato al cinema due anni dopo, in occasione del cinquantennale del primo Classico Disney. A questa re-release sarebbe seguita la prima edizione nelle neonate VHS e successivamente lo stesso trattamento sarebbe stato riservato a tutti gli altri Classici in ordine rigorosamente cronologico (per onor di cronaca vi dico che questa operazione fu modificata in corso d'opera e infine interrotta, ma si tratta di un'altra storia).
Pochi mesi dopo Filmation fece a sua volta un annuncio, apparentemente slegato da quello della Disney: per il 1987 e il 1988 la casa di produzione aveva messo in cantiere due lungometraggi che sarebbero stati i sequel di altrettante celebri fiabe. Nulla di strano, se non che suddette fiabe erano rispettivamente Biancaneve dei Fratelli Grimm e Pinocchio di Carlo Collodi... vi ricorda nulla? Ovvio: le stesse storie avevano ispirato rispettivamente il primo e il secondo Classico Disney, che sarebbero stati rilasciati negli stessi anni!

Poteva trattarsi di un'operazione geniale: sulla carta i due film non avevano nulla a che fare con i Classici Disney, perché erano stati annunciati come sequel delle storie originali; tuttavia è bene ricordare che in America i film Disney erano così iconici da rappresentare essi stessi la versione "canonica" delle fiabe che raccontavano, specie nel caso di Pinocchio, il cui romanzo era (ed è tuttora) praticamente sconosciuto al di fuori del film Disney. I lungometraggi targati Filmation avrebbero dunque cavalcato il successo delle re-release di quelli Disney, ottenendo una promozione sicura e praticamente gratuita che avrebbe potuto garantire un grande successo.
Tuttavia, un'operazione così smaccatamente azzardata non poté che avere risvolti tragici.
Non appena alla Disney si venne a sapere dei progetti della Filmation si corse ai ripari, e la Casa di Topolino intentò nei suoi confronti un'aspra battaglia legale che ebbe come esito le seguenti:
- Il sequel di Biancaneve non avrebbe potuto avere nel titolo il nome "Biancaneve";
- I suoi personaggi non avrebbero dovuto avere nulla a che fare, nè nel design nè nei nomi, con quelli del film Disney;
- Il film non avrebbe potuto essere rilasciato lo stesso anno del Biancaneve Disney restaurato.
Filmation dovette dunque cambiare il titolo da "Snow White and the Land of Doom" (Biancaneve e il paese del Fato) in "Happily Ever After" (Per sempre felici e contenti), trasformò i Sette Nani in... Sette Nane donne, e in seguito a questi e altri problemi legali dovette ritardare a tempo indefinito il rilascio del film.
Nel 1987, dunque, fece uscire "Pinocchio and the Emperor of the Night", che secondo i piani iniziali doveva essere rilasciato dopo Biancaneve, ma che fu anticipato poiché stranamente le richieste legali della Disney non lo avevano toccato. Prodotto in fretta e furia e poco pubblicizzato, il film fu un fiasco di pubblico e critica, che portò al tracollo finanziaro definitivo la Filmation.
Quando, nel 1993, il film di Biancaneve uscì nelle sale, la casa di produzione non esisteva già più come ente a sé stante: era diventata "Filmation Associates", ossia un consorzio di aziende che possedevano il marchio e disponevano a proprio piacimento dei suoi prodotti. Nonostante una promozione leggermente più mirata rispetto a quella del film precedente (furono realizzate anche delle bamboline delle Sette Nane da distribuire con gli Happy Meal del Mc Donald's), Biancaneve 2 floppò clamorosamente.

Immagine Immagine
Locandine dei due film

Oggi, in America, i sequel di Biancaneve e Pinocchio sono praticamente introvabili, ammesso che qualcuno si voglia dar pena di cercarli.
In Italia, invece, la situazione è diversa: "Pinocchio 2" fu distribuito già nel 1990 nella serie di libri e VHS "Mille e una Fiaba", con un adattamento pretenzioso che mirava a farlo ritenere non un sequel, ma una "versione alternativa" della storia originale, tant'é che fu presentato col semplice titolo "Pinocchio"; successivamente, grazie al fatto che i diritti per l'acquisto del film siano a buonissimo mercato, fu acquistato da case di distribuzione medio-piccole che ancora oggi, ogni tanto, lo ripubblicano in DVD con il titolo "I sogni di Pinocchio" (e un ridoppiaggio più conforme alla storia narrata).
Biancaneve 2, che da noi ha avuto il titolo "Biancaneve- E vissero felici e contenti" ebbe un passaggio televisivo su Rete 4 nel 1995, per poi essere pubblicato dalla Stardust poco tempo dopo in VHS. Una piccola curiosità: nell'adattamento italiano Biancaneve è doppiata da Silvia Tognoloni, voce di Lara/Angelina nei due film di TR!




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Messaggio da Greywolf » 27 aprile 2017, 19:39

"La pricipessa Zaffiro"!!! Osamu Tezuka, soprannominato "Il Disney giapponese"!!! Creatore, tra gli altri, di "Astro Boy" e "Kimba il leone bianco"! :love: Hai scoperchiato un calderone!
Oltretutto l'impostazione dell'anime era molto disneyana, sia come storia (più "occidentale" rispetto ad altri classici anime), sia come personaggi e ambientazione.
Per quanto riguarda "Kimba il leone bianco" ricordo che ci fu una causa o perlomeno una controversia legale con "Il re leone", perché il film Disney presentava personaggi e situazioni che ricordavano molto da vicino la serie firmata da Tezuka.
5_219

Non so perché, ma io ricordo anche le serie animate di He-Man e She-Ra, forse per la pubblicità televisiva sul merchandising legato a queste serie o forse perché mi era capitato di vederne gli episodi quando arrivavo a casa da scuola perché venivano trasmessi mentre mangiavo. Li ricorda anche una mia ex-collega cilena... forse perché, dato il basso costo, erano stati acquistati dalle tv di tutto il mondo.
E temo di non essere l'unica... tanto per citare Nino Frassica ti racconto un "nanetto" (=un aneddoto), in spoiler perché vado un po' OT:
► Mostra testo
A proposito ho visto su Wikipedia che la Filmation aveva realizzato anche una serie animata di Star Trek. Che in lingua originale aveva le voci degli attori che avevano interpretato i personaggi nella serie tv (Kirk, Spock, McCoy, Scotty, Uhura, Sulu...). La voglio!!! :love:




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Messaggio da Nillc » 28 aprile 2017, 01:05

Chissà Grey, una volta o l'altra potrei fare una puntata sui "plagi", ma anche sulle ispirazioni reciproche tra Disney e i suoi concorrenti :)

Quanto alle serie Filmation, è vero che le si ricorda in tutto il mondo, ma soprattutto le si ricorda per le animazioni riutilizzate ossessivamente in tutti gli episodi.
Io per esempio avrò visto due o tre episodi di She-Ra, e mi ricordo delle brutte animazioni di She-Ra che corre "di lato" (tipo Super Mario, per intenderci) e lei che prima di sferrare il colpo solleva la spada e la "chiama" urlando "LA SPADA DI SHE-RA!"... che poi non ho mai capito perché gli eroi dei cartoni debbano di volta in volta chiamare le loro armi o le tecniche che usano :? :D




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Messaggio da Greywolf » 29 aprile 2017, 20:34

che poi non ho mai capito perché gli eroi dei cartoni debbano di volta in volta chiamare le loro armi o le tecniche che usano :? :D
Mi sa che viene dagli anime giapponesi e da alcune tecniche tradizionali delle arti marziali, in cui due "contendenti" che si sfidano dichiarano il colpo che stanno per sferrare in attacco (in origine probabilmente era utilizzato per apprendere le tecniche di difesa sui diversi attacchi, poi la cosa è stata ritualizzata, dato che si trattava comunque di "arti". Marziali, ma comunque arti).




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Messaggio da Nillc » 21 maggio 2017, 15:17

Un'altra bella puntata monografica che si ricollega anche idealmente alla Disney Italian Story :)

Disney Trivia n°7
I mille volti (e nomi) di Pippo


In questa puntata ripercorreremo la storia di uno dei personaggi più amati (per la cronaca, non dal sottoscritto :D ma sono gusti personali) del piccolo grande universo di Walt Disney. Parleremo di uno dei comprimari fondamentali, il miglior amico di Topolino, con il quale forma una coppia proverbiale che col tempo è diventata sinonimo di amicizia perpetua. Stiamo parlando ovviamente del mitico Pippo: noi lettori italiani lo abbiamo sempre conosciuto con questo nome (o quasi, come scopriremo nell'ultima parte della puntata), mentre in patria il Nostro ha avuto un'evoluzione strana e sorprendente, che lo ha portato a cambiare diverse volte aspetto e... nome!

Partiamo dall'inizio.
La prima apparizione di quello che poi sarebbe diventato Pippo avviene in un cartone animato di Topolino datato 2 maggio 1932, intitolato Mickey's Revue (in Italia tradotto come "La Rivista di Topolino"). Si tratta di uno dei cartoni tipici di quel periodo, in cui il protagonista e qualche altro personaggio si esibiscono in numeri musicali e balletti, inframmezzati da qualche esile gag, realizzati con lo scopo di mettere in luce le meraviglie del sincrono disegni-suono.
In questo cartoon Pippo è poco più di una comparsa che si limita ad apparire di tanto in tanto portando avanti una gag ricorrente; il suo aspetto è decisamente diverso da quello che conosciamo oggi: è visibilmente vecchio, con barbetta caprina e occhiali, e lo si riconosce solo dall'iconico berretto e dalla tipica risata. Negli sketch preparatori, inoltre, questo personaggio è indicato come "The Goof", ossia "lo sciocco, il cretinotto" a motivo della sua apparenza goffa e stupidotta.
Immagine

Passa qualche mese e, a partire dal gennaio del 1933, Floyd Gottfredson prende a disegnare questo personaggio sulle strisce a fumetti di Topolino, anche qui in veste di semplice comparsa ma con un aspetto più giovanile.
A questo punto è necessario un breve inciso: il momento storico di cui parliamo è, per l'evoluzione del personaggio di Mickey Mouse, abbastanza particolare. Topolino ha infatti smesso i panni del ragazzino scavezzacollo, piacione e irriverente delle origini e ha assunto caratteristiche più pacate, non ancora eroiche ma di certo più basate sull'intelletto che sull'umoralità. La sua storica spalla, il cavallo Orazio, era per il "primo" Topolino un indovinatissimo contraltare, e giocava il ruolo dell'amico intelligente e cordiale che finiva per essere la voce della ragione... caratteristiche che lo stesso Topolino stava cominciando ad assumere. Il povero Orazio veniva dunque pian piano messo da parte, e si cercava una spalla per il "nuovo" Topolino, stavolta però a ruoli ribaltati.
A questo punto il personaggio del cane antropomorfo, con quell'aria da cretino e il suo essere spilungone e sbadato era senz'altro indovinatissimo per il posto vacante da spalla di Mickey; ai lettori, inoltre, sembrava piacere, così fu promosso a personaggio regolare.
Il 9 ottobre 1933 debutta sui quotidiani la serie di strisce conosciuta convenzionalmente come The Krazy Krime Wave, in Italia nota come "Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante". Il titolo italiano ci rivela due cose: è la prima storia in cui Topolino si cimenta con l'attività di investigatore (e non da poliziotto, come suggerirebbe l'accezione!) e che accanto a sé figura un nuovo amico: Pippo.
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In effetti, tuttavia, nella versione originale Pippo... non è ancora Pippo, almeno se consideriamo la traduzione nostrana del personaggio oggi noto come Goofy.
Già, perché quello di Krazy Krime non è chiamato nè Goofy né The Goof come quello del 1932: il suo nome è Dippy The Dawg, laddove "dawg" è uno slang per "dog", cane. Alcuni studiosi dei fumetti hanno ipotizzato che, nonostante le analogie con la versione finale di Goofy, le differenze sono così tante che si potrebbe ragionevolmente parlare di due personaggi completamente diversi, tanto nel fisico quanto nel vestiario e negli atteggiamenti; personalmente ritengo che Dippy sia uno "stadio intermedio", una sorta di prova generale per quello che sarebbe diventato poi Pippo.
Il nostro amico appare, con l'aspetto e il nome di Dippy, in sei cortometraggi in bianco e nero di Topolino e regolarmente nelle strisce a fumetti, subendo però un'evoluzione graduale e lampante. Dapprima, infatti, il suo nome viene cambiato in Dippy The Goof, tralasciando l'accezione animale in favore di quella caratteriale; di pari passo, anche il suo aspetto viene reso pian piano meno sfacciato e rozzo.
Le ragioni di questa trasformazione sono riconducibili a un semplice assunto: alla sua nascita, Dippy the Dawg era quello che oggi chiameremmo uno "stereotipo razziale", ossia un personaggio caratterizzato in modo da rappresentare, quasi sempre con intenti negativi o, nel migliore dei casi, di dileggio, le caratteristiche tipiche di una minoranza razziale. Dippy era infatti di pelle nera, con una bocca ampia e con vestiti tipici degli afroamericani, e si esprimeva con il loro slang. Nonostante fosse un po' meno feroce della satira espressa da altri personaggi (anche della stessa Disney!), il suo ingresso nel cast regolare rendeva scomode queste caratteristiche. Così per prima cosa fu modificato il suo linguaggio ("Dawg" è uno slang tipicamente afro) e il suo aspetto.
Il 21 marzo del 1936, nella serie di strisce Topolino e lo Struzzo Oscar, fa la sua comparsa un Pippo nuovo di zecca nell'aspetto e nel nome originale, che diventa finalmente Goofy. Questo sarà cristallizzato nell'idea generale e definitiva del personaggio.
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L'evoluzione di Pippo si conclude dunque qua? Ebbene no: sarebbe infatti poco corretto non considerare i decenni successivi, nei quali si verifica almeno un'altra trasformazione.
Anche in questo caso è bene fare un piccolo excursus storico: a partire dagli anni '40 e per tutto il ventennio successivo, Pippo acquisirà fama e affetto tali da guadagnarsi una serie animata tutta sua. I suoi primi cartoon erano semplici storielle con lui protagonista, sulla falsariga di quelli di Topolino e Paperino; poi però si ebbe una decisa sterzata per evitare di rendere le tre serie troppo simili, e quella di Pippo assunse caratteristiche straordinarie.
Ricorderete tutti alcuni cartoni strutturati come falsi documentari in cui Pippo assume di volta in volta i panni di uno sportivo o di un professionista ritratto nell'esercizio (spassoso) della sua attività, mentre una voce nasale fuori campo ne spiega i segreti.
Nel corso degli anni, questa serie si spostò dall'ambito sportivo/lavorativo a quello del vivere comune, spiegando i segreti della società in trasformazione della fine degli anni'50 e l'inizio dei '60. A "Pippo e lo Sci" e "Pippo Fotografo" seguirono "Pippo e la dieta" e "Pippo e la TV"; nel contempo, i lineamenti del personaggio cambiavano nuovamente, diventando sempre meno riconoscibili rispetto al modello di base.
Fu forse proprio per questo motivo che a un certo punto, pur mantenendo il nome Goofy nello splash panel iniziale, venne detto che il protagonista di quei cortometraggi si chiamava Geroge G. Goof.
Anche su questo punto gli studiosi sono discordi se considerare questo come un personaggio a sé stante o se pensarlo come un'"interpretazione" di Pippo. Fatto sta che negli anni '90, quando ci fu un revival delle sue avventure con la serie TV "Ecco Pippo!" (Goof Troop in originale) l'ultima incarnazione di George Goof fu "dimenticata", Pippo riassunse i tratti originali (seppur un po' modernizzati) e il suo nome fu definitivamente cristallizzato in Goofy Goof, o semplicemente Goofy.
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E in Italia? Come abbiamo già specificato, da noi Pippo è sempre stato Pippo, tralasciando completamente i diversi nomi che ha avuto in originale nel corso dei decenni, quindi associando un solo nome alle varie incarnazioni.
Non possiamo però tralasciare un curioso caso.
Abbiamo già parlato della storia del 1933 "Topolino Poliziotto e Pippo suo aiutante"; la storia delle pubblicazioni italiane di questa avventura è intricatissima e non vale la pena riassumerla (a meno che non me lo chiediate :D). Vi basti sapere che essa fu pubblicata per la prima volta nel 1934 sul Topolino "giornale" della Nerbini (andatevi a ripassare la Disney ITALIAN Story :D); un anno dopo ne uscì una riduzione in prosa, in un libro Salani, che riprendeva alcune vignette senza i "balloon" ma con delle didascalie sul fondo, che facevano da contrappunto a un testo scritto a tutta pagina.
Probabilmente i traduttori della Salani non conoscevano la storia a fumetti pubblicata un anno prima dalla Nerbini, e più in generale non avevano molta cognizione dei personaggi Disney, visto che Gambadilegno, per dirne una, viene chiamato.... Moncone!
Pippo invece assume il nome di Medoro, e questa è la sola e unica volta in cui, dalle nostre parti, Pippo ha mai avuto un nome diverso da quello con cui lo conosciamo.
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Purtroppo non sono riuscito a trovare online testimonianze del Pippo/Medoro; sopravvive la vignetta che vedete sopra. Almeno godetevi Topolino che parla in fiorentino :D




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Messaggio da Nillc » 06 ottobre 2017, 12:28

Ecco a voi un nuovo Disney Trivia, nel quale affronteremo un argomento moooolto interessante :)

DISNEY TRIVIA N°8
I Genitori di Qui, Quo e Qua


Uno dei decennali quesiti del mondo Disney, che tutti ci saremo posti almeno una volta, è: chi sono i genitori di Qui, Quo e Qua? Sappiamo che Paperino li identifica come "nipotini", quindi devono essere suoi consaguinei... ma dunque di chi sono figli? Per capirlo dobbiamo andare indietro nel tempo fino alla loro prima apparizione.

I Nipotini appaiono per la prima volta nella tavola domenicale di Paperino datata 17 ottobre 1937, sceneggiata da Ted Osborne e disegnata da Al Taliaferro. In questa breve storia i paperetti arrivano a casa di Paperino con una lettera di presentazione firmata da una non meglio specificata "cugina Della". Questa informazione implicherebbe che Qui, Quo e Qua non siano dunque nipoti diretti di Paperino, ma procugini, che quindi lo chiamerebbero impropriamente zio.
Tuttavia i Nipotini erano, nelle intenzioni originarie, personaggi da usare una tantum, infatti nel giro di poche settimane e dopo molte marachelle scomparvero dalle tavole domenicali.

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Tuttavia i personaggi piacquero molto al pubblico, soprattutto quando, un anno dopo, il trio apparve in un cartone animato di Paperino dall'esplicito titolo "I Nipoti di Paperino". Questo cartone era una riproposizione abbastanza fedele delle prime tavole dei tre pestiferi nipotini, ed ebbe un tale successo che pochissimo tempo dopo i paperini furono "promossi" alle tavole quotidiane, diventando parte integrante del cast fisso paperopolitano, con la conseguenza che ancora oggi essi sono tra i più amati e disegnati personaggi disneyani.
Nel cartoon, tuttavia, la famosa lettera della "cugina Della" è firmata da una sorella di Paperino dal nome Dumbella; probabilmente questo appellativo che riecheggia soltanto quello originale dato da Osborne era semplicemente un gioco di parole con il termine inglese Dumb, ossia sciocco, cretinotto.

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Tuttavia la parentela tra la madre dei tre e Paperino fu preferita dal grande Carl Barks quando, nel lungo processo di ridefinizione dei Paperi, cristallizzò definitivamente il rapporto tra questi personaggi come quello di Zio e Nipoti tra il 1947 e il 1967.
Tuttavia Barks non fece praticamente mai menzione del personaggio nelle storie a fumetti, ma solo nel suo personale Albero Genealogico dei Paperi, nel quale per la prima volta fornisce un volto a lei e al padre dei gemelli, del quale però non viene fornito il nome. La stessa papera viene denominata Thelma Duck, anche se nei suoi appunti Barks si riferisce a lei col nome originale.

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Dobbiamo aspettare molti decenni, precisamente il 1993, per saperne di più sui genitori di Qui, Quo e Qua. Nella sua monumentale Saga di Paperon de'Paperoni, l'erede spirituale di Barks Don Rosa ci presenta per la prima volta una Della Duck (riprendendo il nome originario) come personaggio, anche se si limita a ritrarla da bambina. Della e Paperino sarebbero quindi figli di Ortensia de'Paperoni, collerica sorella di Paperone, e di Quackmore Quack, figlio invece di Nonna Papera.
Nel suo albero genealogico, che ridefinisce del tutto i rapporti indicati da Barks, ancora una volta il nome (e stavolta anche il volto) di suo marito non viene rivelato, anche se Don Rosa ha spesso dichiarato che nelle sue intenzioni avrebbe visto benissimo come padre di Qui, Quo e Qua il fratello di Paperina.

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Don Rosa si è limitato a sporadiche insinuazioni nelle sue storie circa la sorte di Della e del signor Duck; tuttavia in una sua storia del 1991 (quindi prima dell'effettivo ritorno di Della) fu lì lì per compiere un passo che pochi altri avrebbero tentato.
Nella sua storia Ritorno a Xanadu (che incidentalmente trovate in edicola sul numero di Uack! di questo mese), Rosa aveva sceneggiato e storyboardato una sequenza nella quale i tre Nipotini venivano a conoscenza della sorte dei loro genitori. Secondo il Saggio rettore di Tralla Là, Della e suo marito erano infatti esploratori e si erano persi nelle valli che circondano la città perduta, dove si trovavano ancora vivi e in salute.
Le intenzioni di Rosa comprendevano la creazione di un sequel nel quale i Nipotini andavano alla ricerca dei loro genitori; ben presto il cartoonist si rese conto che le implicazioni di una tale rivelazione sarebbero state troppo devastanti. Non si poteva far tornare Della e suo marito a Paperopoli, perché avrebbe significato che Qui, Quo e Qua avrebbero dovuto andare a vivere con loro lasciando Paperino; del resto nemmeno li si poteva lasciare dispersi nelle valli intorno a Xanadu.
Alla fine Rosa cancellò completamente la sequenza, e dei due genitori di Qui, Quo e Qua non si seppe più nulla... almeno nella continuity ufficiale di Barks e Rosa, e fino alle puntate del reboot di DuckTales di quest'anno!

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E fuori dall'America? Nelle storie di produzione italiana i genitori di Qui, Quo e Qua non sono praticamente mai stati nominati, a parte una vignetta di una storia di Marco Rota realizzata nel 1984 per i 50 anni di Paperino, dal titolo Buon Compleanno, Paperino!. In questa storia si ripercorre un'ideale biografia di Paperino, del tutto arbitraria rispetto alle storie di Barks e Rosa; qui si vede l'arrivo di Qui, Quo e Qua che sarebbero stati mandati da una "cugina Della".
In Olanda, invece, Della e suo marito sono stati ripescati ed è stato spiegato il motivo della loro assenza: sarebbero infatti astronauti impegnati in continue campagne attraverso lo spazio.




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Messaggio da Nillc » 10 ottobre 2017, 11:51

Ecco a voi una nuova puntata che è il seguito naturale di quella di qualche giorno fa :)

DISNEY TRIVIA N° 9
La Famiglia dei Paperi


Prima di addentrarci nello spulciamento dell'Albero Genealogico della Famiglia dei Paperi, è bene fare un brevissimo e riassuntivo excursus storico per capire quali esattamente siano state le basi per un fenomeno di tale portata.
Sappiamo tutti che Paperino, il "capostipite" e perno dell'intero albero, nasce nel 1934 nel cartone animato della serie Silly Symphonies "La Gallinella Saggia"; il personaggio, inizialmente secondario, piacque molto al pubblico, e divenne titolare di una serie a cartoni animati tutta sua e soprattutto di una striscia quotidiana a fumetti scritta da Ted Osborne e disegnata da Al Taliaferro.
Tanto nei cartoni quanto nelle strisce il personaggio lasciò l'originaria abitazione lacustre per trasferirsi in una comoda casetta in città, città che in seguito avrebbe assunto il nome di Paperopoli (Duckburg in originale); giorno dopo giorno, striscia dopo striscia, la sua famiglia si allargò fino a comprendere Qui, Quo e Qua, ma anche Paperina e la Nonna Papera. Nelle precedenti puntate abbiamo trattato l'origine di alcuni di questi personaggi.
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Nel 1940, con la serie di strisce ancora in corso, il personaggio viene affidato al grande Carl Barks perché lo renda protagonista di storie di più ampio respiro destinate ai neonati comic books; il cartoonist amplia lo sparuto cast fisso che accompagnava Paperino includendo vari personaggi di diversa importanza, tra cui ricordiamo il vanesio cugino Gastone e soprattutto Zio Paperone: la nascita di questo personaggio (1947) sarà fondamentale non solo per lo sviluppo successivo di Paperino, ma soprattutto per quello dell'intera famiglia.
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Zio Paperone si porta infatti dietro un background sconfinato di avventure pregresse e di parentele, tanto che a un certo punto lo stesso Barks decide di disegnare un albero genealogico a suo uso e consumo, per evitare di contraddirsi quando tira fuori qualche congiunto dei Paperi: l'albero è quello che abbiamo visto nella scorsa puntata.
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Dopo Barks la famiglia dei Paperi viene ampliata principalmente da Tony Strobl e Al Hubbard, che creano due significativi personaggi, rispettivamente Pico De' Paperis e Paperoga; oltreoceano saranno il nostro Romano Scarpa, l'olandese Daan Jippes e lo spagnolo Vicar a rimpolpare le parentele: ricordiamo ad esempio Paperetta Ye-Ye, Pennino, Sgrizzo Papero e Gedeone De' Paperoni.
Nei primi anni '90 subentra infine Don Rosa, che decide di mettere ordine in questo mare magnum palmipede disegnando un suo albero genealogico.
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L'albero di Don Rosa si basa principalmente su quello di Barks, che viene però ampliato dopo un lavoro certosino di ricerca e spulciamento di tutte le storie del maestro dell'Oregon. Rosa disegna i volti di tutti i personaggi, anche quelli che nelle storie sono stati solo nominati o che addirittura non sono mai apparsi in nessuna forma, ma sono necessari alla creazione dell'albero; il disegnatore rimane però fedele anche alle strisce di Taliaferro: Barks aveva per esempio dato alla sorella di Paperino il nome Thelma e, inizialmente, aveva dato a Nonna Papera un design del tutto diverso da quello di Taliaferro. In entrambi i casi Rosa torna alle versioni Taliaferriane.
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Rosa farà infine alcune notevoli eccezioni, che andiamo subito a vedere.

Stando all'albero di Don Rosa, i Paperi discenderebbero da tre grandi ceppi: il Clan scozzese De'Paperoni (McDuck) e le famiglie americane Duck e Coot. Quest'ultima vedrebbe come capostipite Cornelius Coot, fondatore di Paperopoli.
Senza scendere troppo nei dettagli sugli antenati, è possibile vedere che Zio Paperone avrebbe due sorelle di nome Matilda e Ortensia (Hortense), Nonna Papera si chiamerebbe Elvira e avrebbe un fratello di nome Casey e un marito di nome Humperdink (inizialmente denominato Dabney), probabilmente defunto. Dalla Nonna e dal suo coniuge sarebbero nati tre figli di nome Quackmore, Daphne ed Eider; il primo di essi si è sposato con Ortensia De' Paperoni, e dalla loro unione è nato Paperino.
Questo spiega perché Paperino chiami Paperone zio (è fratello di sua madre) ed Elvira Nonna (è madre di suo padre); anche Zio Paperone la chiama così, ma potrebbe essere semplicemente un nomignolo affettuoso.
E i cugini di Paperino? Gastone è di certo quello con la storia più complessa.
In una serie di appunti autografi (trovate un estratto a fine paragrafo) Barks aveva infatti immaginato che Daphne e Luke Goose, i suoi genitori, fossero morti per indigestione durante un picnic e che il piccolo Gastone fosse stato adottato da Matilda, sposatasi nel frattempo con Goosetave Gander (il nome originale del personaggio è infatti Gladstone Gander); questo per giustificare la parentela tra Gastone e Zio Paperone, oltre che alla cuginanza con Paperino.
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Don Rosa rifiutò questa versione fornita da Barks, che peraltro sarebbe andata in contraddizione con la sfacciata fortuna di Gastone: Daphne si sarebbe dunque regolarmente sposata con Goosetave Gander. Luke Goose, quello che Barks aveva identificato come "padre biologico" di Gastone, fu reinterpretato da Rosa come padre di... Ciccio, l'aiutante di Nonna Papera, da lui avuto con Fanny Coot, figlia del fratello di Elvira Coot, Casey! Questo conferma la parentela con la Nonna, ma in parte smentisce la cuginanza tra Ciccio e Paperino, espressa fin dall'esordio del personaggio: i due sarebbero legati da un rapporto molto più alla lontana.
Un'altra importante eccezione fatta da Rosa fu l'inclusione di Paperoga, personaggio non Barksiano, mai comparso nelle storie di Barks e a tutto dire nemmeno in quelle di Rosa. L'aggiunta si rese necessaria a causa delle pressioni della Egmont, casa editrice che detiene i diritti delle storie dei Paperi. Il personaggio piace molto ai lettori, dunque chiesero a Rosa di includerlo.
Il cartoonist decise dunque di renderlo figlio di Eider, terzo figlio di Nonna Papera, e di una non meglio precisata Lulubelle Loon. Paperoga dunque è cugino diretto di Paperino e Gastone, ma come quest'ultimo non è nipote propriamente detto di Zio Paperone. Don Rosa si prese comunque la libertà di collegare Paperoga a un personaggio di Barks, il boscaiolo Abner Duck, apparso in pochissime storie.
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Tutto qui? No, perché in realtà Don Rosa ha anche prodotto una "versione alternativa" dell'albero genealogico, destinata principalmente alla distribuzione ai fan durante le fiere del fumetto in cui era ospite. La differenza più rilevante, oltre al volto del padre dei Nipotini (in realtà è un placeholder dove i fan possono inserire le loro foto), è l'inclusione di Pico De'Paperis (Ludwig Von Drake).
Il papero tuttologo negli USA è identificato come zio di Paperino, dunque Don Rosa lo fece "sposare" con la seconda sorella di Paperone, Matilda. In realtà questa sua versione è stata da lui stesso smentita nella bellissima storia a fumetti "Una Lettera da Casa", nella quale la zia di Paperino si dichiara nubile.
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Bisogna specificare che l'albero genealogico di Don Rosa, per quanto accurato, vale esclusivamente per le storie prodotte da lui e Barks. La famiglia dei Paperi non ha una vera e propria continuity universalmente valida, dunque tutti gli altri autori hanno di volta in volta aggiunto o "dimenticato" parentele, oppure ne hanno fornito versioni alternative.
Un monumentale tentativo di mettere ordine in tutti questi legame è stato effettuato dal francese Gilles Maurice, che ha creato un albero vastissimo includente personaggi apparsi in tutte le storie di produzione mondiale di cui fosse dichiarata una sicura o presunta parentela con i Paperi.
I criteri di inclusione sono i seguenti:
- Sono state accettate tutte le parentele che non contraddicono l'albero di Don Rosa: pertanto sono state scartate parentele "alternative", come i genitori di Paperone creati da Romano Scarpa;
- Tutti i Paperi devono avere almeno un legame di parentela con qualcun altro: Rosa aveva indicato come "amici" della famiglia personaggi quali Paperina e Archimede, senza specificarne i legami. Maurice ha collegato anche questi.
- Gli intrecci, per quanto complicati, vanno rispettati: così, dato che in Italia è stata creata una zia comune per Paperone e Rockerduck di nome Genoveffa, essa figura nell'albero e ne è specificata la parentela.
L'albero è in continuo aggiornamento e lo potete consultare qui.

La Famiglia dei Paperi è dunque una realtà complessa e non sempre univoca, ma è sicura la passione che i fan nutrono per lei e per i complessi legami che vi si instaurano; passione che non trova riscontro nella controparte Topolinese della Banda Disney. Come mai?
La risposta è molto difficile. C'è da dire che i Paperi nascono con un DNA piuttosto diverso da quello dei Topi, e hanno subito un'evoluzione diversa: lo stesso Walt Disney, affezionato al suo primissimo personaggio, ha forse scoraggiato l'espansione del suo universo, temendo magari che un'operazione del genere potesse snaturarlo. La diversa natura delle storie e dei caratteri fa il resto.
Eppure anche in quel caso ci sono parentele tutte da esplorare. Sapremo mai chi sono i genitori di Tip e Tap? E se Pippo ha tanti parenti, zii e cugini, qual è la chiave di lettura della sua sterminata famiglia? Chissà se avremo mai una risposta!




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Messaggio da Nillc » 21 dicembre 2017, 10:42

Ragazzi, facciamo tutti gli auguri a Biancaneve e i Sette Nani che oggi festeggia i suoi primi 80 anni! È il primo film d'animazione, senza di lui le cose sarebbero state molto diverse e chi ha letto la Disney Story sa benissimo che la storia della sua realizzazione è un Classico a sé.

PS: mi sto documentando per una nuova puntata, e per la prima volta ciò significa.... Vedere tanti DVD :D




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Messaggio da bashira » 21 dicembre 2017, 21:43

Nillc ha scritto:
21 dicembre 2017, 10:42
Ragazzi, facciamo tutti gli auguri a Biancaneve e i Sette Nani che oggi festeggia i suoi primi 80 anni! È il primo film d'animazione, senza di lui le cose sarebbero state molto diverse e chi ha letto la Disney Story sa benissimo che la storia della sua realizzazione è un Classico a sé.

PS: mi sto documentando per una nuova puntata, e per la prima volta ciò significa.... Vedere tanti DVD :D
Vero!! tanti auguri Biancaneve :D




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Messaggio da Blu » 23 dicembre 2017, 03:11

Auguri Biancaneve :D !!
Nillc ha scritto:
21 dicembre 2017, 10:42
PS: mi sto documentando per una nuova puntata, e per la prima volta ciò significa.... Vedere tanti DVD :D
Un impegno super delizioso :love: :D




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