[Movie] Sin City

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Tomb Raider 3 Gold

[Movie] Sin City

Messaggio da Blu » 27 maggio 2005, 15:13

Nuovo comic movie :D : il capolavoro di Frank Miller diventa un film :D diretto da un trio d’eccezione: Robert Rodriguez, Quentin Tarantino e lo stesso Miller nelle sale italiane dall'1 giugno 39_20


SIN CITY


Immagine


Chi ha letto Frank Miller sa cos’è Sin City, la città del peccato.. è il fumetto-capolavoro di un artista visionario :) , un autore che è certamente uno dei più importanti, innovativi fumettisti contemporanei, icona della Marvel, ha firmato albi dei personaggi più noti ;) , un autore capace di trasformare le tavole di un fumetto in un’opera d’arte, letteraria ma anche visiva.

In Sin City ogni storia è buia, tormentata, conflittuale, un tenebroso set metropolitano, angosciante, inquietante e maledetto. Un serial “hard boiler” com’è stato definito, narrato in un bianco e nero vero, intenso, espressivo che narra di una città senza mezzi termini, dove violenza e terrore sono profondi, irreversibili, necessari, assoluti. Medici dalle discutibili abitudini, poliziotti corrotti, bastardi della peggior razza, cecchini, assassine ninfomani, donne procaci e sempre disponibili 8)

La“traduzione” cinematografica del fumetto, uscito sul mercato americano 13 anni fa, è diretta da Robert Rodriguez che ha partorito l’idea di dare corpo agli eroi del fumetto (l’unico che sia riuscito a farsi vendere i diritti dall’autore :P ) e per farlo ha chiesto una mano a Quentin Tarantino e all'autore stesso. . un trio che promette molto :D

Robert Rodriguez ha già lavorato con Tarantino in "Four rooms", "Desperado" e "Dal tramonto all’alba" e ha voluto espressamente che Frank Miller fosse con lui dietro la macchina da presa. Infatti, il film si annuncia più che fedele al fumetto, ma si assicura che l’intervento creativo dello stesso Miller sarà notevole e che la pellicola quindi sarà poco ortodossa :P . Rodriguez è un regista molto veloce e che partecipa a tutte le fasi del film: spesso scrive, dirige, riprende, cura le scenografie e le musiche, monta e produce (vedi C’era una volta in Messico) e per tal motivo si crede che il film sarà nelle sale già il prossimo autunno.



La trama:

Sullo sfondo della violenta e oscura Sin City si intrecciano diverse storie: Marv, un killer indistruttibile, è pronto a tutto pur di vendicare la morte di Goldie, l'unica donna che nella sua vita è riuscita a fargli provare un po' d'amore e che è stata uccisa mentre dormiva accanto a lui; John Hartigan, un poliziotto in procinto di andare in pensione accusato di un omicidio che non ha commesso e che ha promesso di proteggere la giovane Nancy dalle grinfie di un criminale pedofilo; Dwight, un ex-fotografo alle prese con Jackie Boy, un poliziotto violento che minaccia Shellei, la cameriera di cui Dwight è innamorato, la bella prostituta Gail e le altre ragazze della Città Vecchia...


Il Cast:

Regia:

Frank Miller - Robert Rodriguez - Quentin Tarantino

Attori:

Jessica Alba (Nancy Callahan)
Rosario Dawson (Gail)
Elijah Wood (Kevin)
Bruce Willis (John Hartigan)
Benicio Del Toro (Jack Rafferty)
Michael Clarke Duncan (Manute)
Carla Gugino (Lucille)
Josh Hartnett
Michael Madsen (Bob)
Jaime King (Goldie/Wendy)
Brittany Murphy (Shellie)
Clive Owen (Dwight)
Mickey Rourke (Marv)
Nick Stahl (Junior/Bastardo Giallo)
Marley Shelton
Arie Verveen (Murphy)
Devon Aoki (Miho)
Alexis Bledel (Becky)
Chelsea Bulte (Cameriera)
Jude Ciccolella (Commissario Liebowitz)
Jason Douglas
Penny Drake
Lauren-Elaine Edleson
Rick Gomez (Sig. Shlubb)
Rutger Hauer (Cardinale Roark)
Natalie Hess
Greg Ingram
Ethan Maniquis
Jason McDonald (Ronnie)
Frank Miller (Sacerdote)
Sherrell Murphy-Ramos (Molly Prince)
Tommy Nix (Weevil)
Jeff Schwan (Tommy)
Scott Teeters (Lenny/Benny)
Ken Thomas
Makenzie Vega (Nancy Da Piccola)
Chris Warner
Katherine Willis (Infermiera)

Soggetto:
Frank Miller

Sceneggiatura:
Frank Miller
Robert Rodriguez

Fotografia:
Robert Rodriguez

Musiche:
Robert Rodriguez
Graeme Revell
John Debney

Montaggio:
Robert Rodriguez

Effetti:
K.n.b. Efx Group
Cafefx
Hybride Technologies
The Orphanage

Distribuito da:
Buena Vista International Italia

Prodotto da:
Dimension Films, Troublemaker Studios


Link utili :) :

- sito ufficiale
- sito ufficiale italiano

(molto carini, anche se un po' "lenti" [:^] )


PS: una curiosità :) : le spade usate nel film sono quelle di Kill Bill 1 e sono di proprietà di Quentin Tarantino :D


(fonte: fumetto.leonardo.it/it.movies.yahoo.com/filmup.leonardo.it/cinema.castlerock.it)





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Tomb Raider 3 Gold

Messaggio da Blu » 27 maggio 2005, 15:17

Ecco la recensione di Federico Gironi pubblicata su castlerock.it :) :

Basin City, confidenzialmente Sin City, è una città che fa onore al suo soprannome, quintessenza del marcio, della corruzione, della violenza e delle depravazioni che caratterizzano le società metropolitane. Tra le vie buie e piovose, i vicoli lerci, i locali d'infimo d'ordine, gli squallidi appartamenti che ne costellano la topografia si muovono - dirompenti o silenziosi, a seconda dei casi - killer e prostitute, poliziotti onesti e corrotti, ladruncoli e maniaci, mentre arroccati nelle loro fortezze i potenti senza scrupolo che la governano li osservano da lontano. L'incontro tra questi mondi, tra questi poteri, tra questi personaggi, è spesso letteralmente esplosivo a Sin City: e allora capita che un bestione mezzo sciroccato di nome Marv dia il via ad una feroce vendetta per scoprire gli assassini di una prostituta che è stata l'unica donna a fargli sentire il calore dell'amore. Capita che un poliziotto onesto metta sul piatto la sua vita per salvare una bambina da un pedofilo figlio di un onnipotente senatore, che finisca in prigione e perda la reputazione per crimini mai commessi per proteggerla e che dopo anni di galera la ritrovi bellissima e sensuale ma ancora in pericolo. Capita che un ex fotografo e killer debba aiutare la comunità di prostitute della città vecchia a coprire l'omicidio "accidentale" di un poliziotto, rischiando una guerra contro la Mala.

Tutto questo avviene nella città di Sin City, nella splendida serie di graphic novel di Frank Miller - nata nel 1991 e arrivata nel corso degli anni a contare sette splendidi volumi - e in un film innovativo e dirompente come quello diretto da Robert Rodriguez con la collaborazione dello stesso Miller (sì, c'è anche Quentin Tarantino, per poco, ma per una volta mettiamolo da parte…).

Quello di portare al cinema Sin City era un vecchio sogno del regista texano, sogno visionario che ha realizzato nella maniera più completa che si potesse pensare grazie alle tecnologie digitali, girando tutto il film con attori in carne ed ossa su un set fatto interamente di green screen e ricreando la città e i suoi luoghi grazie al computer. E tanto per essere precisi le storie del fumetto portate sul grande schermo sono quella del primo albo, "The Hard Goodbye" (in Italia pubblicato semplicemente col titolo "Sin City"), del terzo "Un'abbuffata di morte" e del quarto "Quel bastardo giallo".

Portare al cinema abbiamo detto. Il film di Rodriguez fa esattamente questo: porta, trasporta le tavole di Miller, il suo stile, le sue atmosfere, i suoi dialoghi, i suoi personaggi dalla carta stampata al grande schermo. Non adatta, non traduce, non traspone: sposta. Cambia il medium senza cambiare il messaggio né tanto meno il suo contenuto, con buona pace di McLuhan. Con Sin City Rodriguez va quindi oltre quanto fatto da registi come Sam Raimi nei due Spider-Man o Ang Lee nel suo sottovalutato Hulk, pur facendo tesoro della loro esperienza: del primo riprende l'aderenza tra lo spirito e le caratteristiche del racconto a fumetti e quello del film, dal secondo la volontà del tradurre in linguaggio audiovisivo quello delle tavole di un comic.

L'operazione del film, se da un lato denota un rispetto incredibile per l'originale stabilendo una nuova, pesantissima pietra di paragone per i rapporti tra cinema e fumetto, dall'altro si rivela anche coraggiosa. Così facendo infatti il regista texano ha lasciato il fianco scoperto alla più facile delle critiche, quella di non aver fatto il minimo sforzo per cinematizzare l'opera di Miller. Una critica alla quale intelligentemente Rodriguez si è esposto senza paura, forte della convinzione che nulla dell'opera di partenza poteva essere migliorato o reso più "adatto" per il grande schermo. Opera già cinematografica di per sé, con il suo evocare, esaltare e estremizzare l'estetica e l'ideologia del noir hollywoodiano, con il suo utilizzare le bicromie del bianco e nero in maniera molto simile a quella degli espressionisti sovietici ma soprattutto tedeschi, la graphic novel "Sin City" trova una collocazione più che naturale sul grande schermo, e ogni possibile variazione di Rodriguez rispetto all'originale sarebbe stata superflua, criticabile e perfino dannosa.

L'uso delle tecnologie digitali in Sin City conferma poi come Rodriguez ne sia uno dei più attenti e sensibili interpreti nel panorama cinematografico contemporaneo. Le scenografie, l'intera Sin City ricreata digitalmente (con una splendida fotografia) hanno un valore che va oltre il mero fatto tecnologico legato alla realizzazione di un intero film grazie al green screen, ma si va ad inserire nell'ottica della traduzione filologica dell'opera di Miller, in quella dell'aderenza e somiglianza tra due medium. Nel suo essere virtuale, digitalmente disegnata, la Sin City cinematografica è infatti ancora più vicina come essenza e filosofia a quella disegnata con matite e chine; in questo modo l'impalpabilità e l'illusorietà del virtuale cinematografico si sposano con quelle del fumetto.

In questo scenario si muovono poi gli attori che con inquietante mimetismo danno vita ai personaggi delle storie; e ancora una volta il regista del film dà prova di grande lucidità, scegliendo di non virtualizzare i suoi protagonisti, come invece fatto da molti altri pionieri del digitale come George Lucas o Robert Zemeckis, affidandosi al ben più tradizionale trucco in caso di necessità (vedi i casi di Marv o del Bastardo Giallo). I protagonisti di Sin City, con il loro debordante carico di umanità, non avrebbero potuto essere nemmeno parzialmente virtuali, gli attori che lo andavano ad interpretare non potevano ridursi a grucce in carne ed ossa per abiti digitalizzati come accaduto ad esempio nel Polar Express del già citato Zemeckis. Rodriguez ha capito quindi sia le potenzialità del digitale che i suoi migliori campi di utilizzo, senza mai dimenticare la centralità dell'elemento umano nell'atto attoriale.

Sin City è un film affascinante, avvincente e convincente per la sua forma e per il suo contenuto; ma è anche una delle migliori opere che dimostrano e svelavano nuove e enormi potenzialità offerte dall'ibridazione cinema-fumetto e alle loro reciproche influenze. Un'opera che nel suo forte ma mai eccessivo utilizzo delle tecnologie digitali è un ottimo esempio, quasi sperimentale, delle prospettive e delle possibilità del cinema del futuro.




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Messaggio da Blu » 27 maggio 2005, 15:20

Piccola news :) :

Si annuncia già il seguito di "Sin City", il film in concorso a Cannes che negli States ha incassato al momento oltre 70 milioni di dollari.

E' stato lo stesso Miller, genio fumettistico forse senza pari nella sua generazione, ha confessare a Screen Daily di star già lavorando alla sceneggiatura del secondo capitolo, in cui tornerà a far coppia con Rodriguez alla regia. Il sequel sarà prodotto insieme alla Disney e alla neonata società dei fratelli Weinstein.

:)




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