Il ministro boccia la proposta dell'Udc di introdurre una sovrattassa di 2 centesimi su ogni messaggino..
MILANO - No all'ipotesi di una tassa di 2 centesimi su ciascun sms per tagliare l'Irap: la bocciatura all'ipotesi avanzata dall'Udc arriva dal ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri. «Credo che il settore della telefonia sia già gravato - ha detto Gasparri - da una imposizione fiscale significativa. Mi auguro che questa proposta non sia accettata: chi la vota si metterebbe contro l'Italia. È la scelta più impopolare che si possa fare. È come la tassa sul macinato in versione tecnologica».
Piuttosto Gasparri rilancia con una provocazione: «Perché non mettiamo una tassa di 2 centesimi su ogni parola che dice un politico: pensate a me quanto costerebbe» ghghgh
Questa la proposta dell'Udc: una sovratassa di 2 centesimi e lo Stato incasserrebbe così 540 milioni euro da cui ottenere anche i finanziamenti alla ricerca
ROMA - Ventisette miliardi di messaggini scambiati nel solo 2003. I tecnici dell’Udc ci hanno messo poco a fare i conti. Una sovrattassa da un centesimo su ogni sms, un’inezia, porterebbe 270 milioni di euro nelle casse dello Stato. Sicuri, come è sicuro che si paga la bolletta del telefonino. Due centesimi fanno 540 milioni. Ed ecco i fondi per gli sgravi dell’Irap per le imprese e per il finanziamento della ricerca che ieri sera il segretario dell’Udc, Marco Follini, ha portato al vertice sul taglio delle tasse convocato da Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. «Abbiamo sempre detto che la coperta per finanziare gli sgravi fiscali era troppo corta» spiega Gianluigi Magri, sottosegretario all’Economia. «Stiamo valutando la fattibilità tecnica di una sovrattassa da due centesimi» conferma il sottosegretario, cui si deve l’invenzione della probabile tassa sugli sms.
Non il copyright , perché quello ce l’ha il governo delle Filippine, che a giugno ha sistemato il bilancio in deficit proprio con la tassa sugli sms.
(fonte corriere.it)
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